Il contributo trae spunto da un'Audizione svolta presso l'Ufficio di Presidenza della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, svoltasi in data 8 maggio 2019, in occasione della quale sono stati esaminati i profili di conformità a Costituzione del disegno di legge costituzionale volto ad introdurre accanto al principio di obbligatorietà dell'azione penale quello di priorità della stessa. Dopo aver premesso che il detto principio di obbligatorietà dell'azione penale non presenta i caratteri di un principio fondamentale, come tale immodificabile, si è posta particolare attenzione alla procedura pensata per attivare le priorità dell'azione penale, precisando che dall'individuazione delle stesse non può essere estromesso il CSM, anche se la valutazione definitiva in ordine alla definizione delle priorità, che possono variare da procura a procura,deve spettare alle Camere, competenti a deliberare sulle bozze trasmesse dalle procure e dai ministri della giustizia, dell'interno e delle finanze, per il tramite del CSM

Considerazioni in ordine ai profili di conformità a Costituzione del disegno di legge costituzionale n. 388, recante "Disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale"

Michele Belletti
2019

Abstract

Il contributo trae spunto da un'Audizione svolta presso l'Ufficio di Presidenza della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, svoltasi in data 8 maggio 2019, in occasione della quale sono stati esaminati i profili di conformità a Costituzione del disegno di legge costituzionale volto ad introdurre accanto al principio di obbligatorietà dell'azione penale quello di priorità della stessa. Dopo aver premesso che il detto principio di obbligatorietà dell'azione penale non presenta i caratteri di un principio fondamentale, come tale immodificabile, si è posta particolare attenzione alla procedura pensata per attivare le priorità dell'azione penale, precisando che dall'individuazione delle stesse non può essere estromesso il CSM, anche se la valutazione definitiva in ordine alla definizione delle priorità, che possono variare da procura a procura,deve spettare alle Camere, competenti a deliberare sulle bozze trasmesse dalle procure e dai ministri della giustizia, dell'interno e delle finanze, per il tramite del CSM
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