The teacher's profession, especially in kindergartens and primary schools, is characterized by a high presence of women: the teacher is typically considered a female job and this horizontal segregation, characterizing many care professions, begins from childhood when girls are oriented (in games, in books, in cartoons) to make that choice. How to disassemble this stereotype? How to reverse this trend and fill this gap in order that males and females feel free to choose without being conditioned? The #boysineducation project involved a group of students from the University of Bologna (girls and boys) enrolled in the Single cycle degree/Combined Bachelor and Master in Primary Teacher Education: using active learning methodologies and an autobiographical approach, the students’ group created a digital storytelling entitled "Education has no gender", videos to be presented during the orientation days (Almaorienta) to explain what being a teacher means and how this professionalism is not only for women but also for all those who are interested in education, teaching / learning processes, creativity, and critical reflection.

La professione di insegnante, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie, è caratterizzata da una elevata presenza di donne: fare la maestra viene tipicamente considerato un mestiere femminile e questa segregazione orizzontale, che caratterizza molte professioni di cura, inizia fin dalla prima infanzia quando le bambine vengono orientate (nei giochi, nei libri, nei cartoni animati) a fare quella scelta. Come smontare questo stereotipo? Come invertire questa tendenza e colmare questo divario perché maschi e femmine si sentano liberi di scegliere senza farsi condizionare? Il progetto #boysineducation ha coinvolto un gruppo di studenti dell’Università di Bologna (ragazze e ragazzi) iscritti al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria: utilizzando metodologie didattiche attive e un approccio laboratoriale e autobiografico, si è scelto di realizzare una narrazione digitale dal titolo “L’educazione non ha genere”, video da presentare durante le giornate dell’orientamento (Almaorienta) per spiegare che cosa significhi fare l’insegnante e come questa professionalità non sia unicamente per le donne, ma sia per tutti coloro che si interessano di educazione, di processi di insegnamento/apprendimento, di creatività, di riflessione critica.

#boysineducation: per una professionalità docente non solo al femminile

Elena Pacetti
2018

Abstract

La professione di insegnante, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie, è caratterizzata da una elevata presenza di donne: fare la maestra viene tipicamente considerato un mestiere femminile e questa segregazione orizzontale, che caratterizza molte professioni di cura, inizia fin dalla prima infanzia quando le bambine vengono orientate (nei giochi, nei libri, nei cartoni animati) a fare quella scelta. Come smontare questo stereotipo? Come invertire questa tendenza e colmare questo divario perché maschi e femmine si sentano liberi di scegliere senza farsi condizionare? Il progetto #boysineducation ha coinvolto un gruppo di studenti dell’Università di Bologna (ragazze e ragazzi) iscritti al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria: utilizzando metodologie didattiche attive e un approccio laboratoriale e autobiografico, si è scelto di realizzare una narrazione digitale dal titolo “L’educazione non ha genere”, video da presentare durante le giornate dell’orientamento (Almaorienta) per spiegare che cosa significhi fare l’insegnante e come questa professionalità non sia unicamente per le donne, ma sia per tutti coloro che si interessano di educazione, di processi di insegnamento/apprendimento, di creatività, di riflessione critica.
Le emergenze educative della società contemporanea. Progetti e proposte per il cambiamento
395
400
Elena Pacetti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/672816
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