Nel manifesto teorico-metodologico di Cesare Casarino (2002), apprendiamo il ricorso a una pratica che ha come punto cruciale un “come se” segnato dalla cifra dell’interferenza - colpire, ferire, sovrapporsi. In Modernity at Sea, si tratta dell’interferenza del capitale sulla narrazione del rapporto tra mare, valore e modernità. Qui invece essa rileva una piegatura che, dalle premoderne carte nautiche, si è tecnicamente riversata sul Mediterraneo trasformandolo in interferenza. Interferenza tra Europa e la sua “fede ininterrotta […] nel libero scambio” (Schmitt, 1991, 270, 272); tra Europa e il più recente Colonial Present (Gregory, 2004); tra EUropa e il modello fortezza. La nostra replica prende di mira il Mare Nostrum per tradurlo in “res communis”, in common. Traduzione che, nel centenario della Rivoluzione di Ottobre, dà forza alla considerazione che “communism is an uncompromisingly non-utopian project that is rooted in (an analysis of) the here and now” (Casarino, 2009, p. 74).

La piega del Mediterraneo

Bonazzi
2019

Abstract

Nel manifesto teorico-metodologico di Cesare Casarino (2002), apprendiamo il ricorso a una pratica che ha come punto cruciale un “come se” segnato dalla cifra dell’interferenza - colpire, ferire, sovrapporsi. In Modernity at Sea, si tratta dell’interferenza del capitale sulla narrazione del rapporto tra mare, valore e modernità. Qui invece essa rileva una piegatura che, dalle premoderne carte nautiche, si è tecnicamente riversata sul Mediterraneo trasformandolo in interferenza. Interferenza tra Europa e la sua “fede ininterrotta […] nel libero scambio” (Schmitt, 1991, 270, 272); tra Europa e il più recente Colonial Present (Gregory, 2004); tra EUropa e il modello fortezza. La nostra replica prende di mira il Mare Nostrum per tradurlo in “res communis”, in common. Traduzione che, nel centenario della Rivoluzione di Ottobre, dà forza alla considerazione che “communism is an uncompromisingly non-utopian project that is rooted in (an analysis of) the here and now” (Casarino, 2009, p. 74).
L'apporto della geografia tra rivoluzioni e riforme. ATTI DEL XXXII Congresso geografico Italiano
1365
1370
Bonazzi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/668565
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