L’intervento intende analizzare come l’ultima raccolta di Quiriny, Une collection très particulière, possa essere letta come una riscrittura del testo di Calvino. Riscrittura che si articola su quattro livelli. Innanzitutto, l’organizzazione della raccolta di Quiriny ricalca quella delle Città invisibili, in quanto i racconti sono raggruppati in tre sezioni tematiche che si alternano nel corso del testo. Dix villes, il filone più esplicitamente ispirato all’opera di Calvino, è legata alle altre sezioni attraverso i due personaggi principali della raccolta, che rinnovano la coppia Marco Polo – Kublai Khan rovesciandone il punto di vista. Il tema della città ideale, denso delle eredità accumulate nel corso di tre secoli, non solo dalla letteratura ma anche dall’arte pittorica, viene dunque riscritto a partire dalla suggestione dell’atlante delle città possibili di Calvino: le città visitate da Gould si collocano in nazioni reali, ma una volta sfogliata la carta geografica di loro non vi è traccia. È soprattutto nella riscrittura di due città specifiche, Zora e Valdrada, che Quiriny evoca Le Città invisibili, dove la ri-costruzione di Zora darà vita alla riscrittura di una riscrittura.

Une Collection très particulière. Bernard Quiriny riscrive Le Città invisibili

Silvia Baroni
2017

Abstract

L’intervento intende analizzare come l’ultima raccolta di Quiriny, Une collection très particulière, possa essere letta come una riscrittura del testo di Calvino. Riscrittura che si articola su quattro livelli. Innanzitutto, l’organizzazione della raccolta di Quiriny ricalca quella delle Città invisibili, in quanto i racconti sono raggruppati in tre sezioni tematiche che si alternano nel corso del testo. Dix villes, il filone più esplicitamente ispirato all’opera di Calvino, è legata alle altre sezioni attraverso i due personaggi principali della raccolta, che rinnovano la coppia Marco Polo – Kublai Khan rovesciandone il punto di vista. Il tema della città ideale, denso delle eredità accumulate nel corso di tre secoli, non solo dalla letteratura ma anche dall’arte pittorica, viene dunque riscritto a partire dalla suggestione dell’atlante delle città possibili di Calvino: le città visitate da Gould si collocano in nazioni reali, ma una volta sfogliata la carta geografica di loro non vi è traccia. È soprattutto nella riscrittura di due città specifiche, Zora e Valdrada, che Quiriny evoca Le Città invisibili, dove la ri-costruzione di Zora darà vita alla riscrittura di una riscrittura.
Silvia Baroni
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