Il presente saggio mette a confronto la proposta teorica di due autori classici della sociologia, Georg Simmel e Pierre Bourdieu, e lo fa ruotando attorno alla nozione centrale di “relazione”. Nei due autori essa assume un significato differente (“reciprocità” in Simmel e “struttura strutturante/strutturata” in Bourdieu) e contribuisce alla fondazione dello studio dei fenomeni sociali sotto l’ormai consolidata categoria della “sociologia relazionale”. Pur non citandolo direttamente, Bourdieu ha molto in comune con il sociologo berlinese, in particolare nell’analisi di alcuni oggetti sociologici: dalla dimensione interattiva del sociale e dalla configurazione relazionale dello “spazio sociale” alle indagini sul gusto estetico, dalla centralità del rapporto tra oggettività e soggettività fino alla dimensione della vita individuale (stile di vita) nella modernità. Questi aspetti sono presi in esame attraverso una comparazione sistematica e una rigorosa ricognizione testuale. Ciò che certamente separa i due sociologi è la dimensione “pratica” che assume la disciplina sociologica in quanto scienza engagée, e questa attitudine è evidente e porta a esiti paradigmatici differenti. Se la scienza sociale per Bourdieu assume i tratti di un’arte marziale, che mira alla liberazione dalle catene dell’ingabbiamento (relazionale), in Simmel l’approccio sociologico è sempre mirato al “comprendere” (se si vuole in un senso storicistico), che non condanna né assolve, ma che semplicemente pone la relazione al centro di una nuova metafisica del sociale.

La costituzione dell'oggetto sociale nella forma della relazione: un tentativo di rileggere Pierre Bourdieu attraverso Georg Simmel

Ruggieri, Davide
2018

Abstract

Il presente saggio mette a confronto la proposta teorica di due autori classici della sociologia, Georg Simmel e Pierre Bourdieu, e lo fa ruotando attorno alla nozione centrale di “relazione”. Nei due autori essa assume un significato differente (“reciprocità” in Simmel e “struttura strutturante/strutturata” in Bourdieu) e contribuisce alla fondazione dello studio dei fenomeni sociali sotto l’ormai consolidata categoria della “sociologia relazionale”. Pur non citandolo direttamente, Bourdieu ha molto in comune con il sociologo berlinese, in particolare nell’analisi di alcuni oggetti sociologici: dalla dimensione interattiva del sociale e dalla configurazione relazionale dello “spazio sociale” alle indagini sul gusto estetico, dalla centralità del rapporto tra oggettività e soggettività fino alla dimensione della vita individuale (stile di vita) nella modernità. Questi aspetti sono presi in esame attraverso una comparazione sistematica e una rigorosa ricognizione testuale. Ciò che certamente separa i due sociologi è la dimensione “pratica” che assume la disciplina sociologica in quanto scienza engagée, e questa attitudine è evidente e porta a esiti paradigmatici differenti. Se la scienza sociale per Bourdieu assume i tratti di un’arte marziale, che mira alla liberazione dalle catene dell’ingabbiamento (relazionale), in Simmel l’approccio sociologico è sempre mirato al “comprendere” (se si vuole in un senso storicistico), che non condanna né assolve, ma che semplicemente pone la relazione al centro di una nuova metafisica del sociale.
Ruggieri, Davide
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