La campagna elettorale di Sergio Cofferati per la carica di sindaco di Bologna presenta numerosi elementi di novità, che si possono ricondurre nella tipologia delle campagne elettorali postmoderne. Tra queste, le principali sono il rifiuto dell’appiattimento sui media tradizionali, specie la televisione, e l’uso creativo delle nuove tecnologie, ma soprattutto, il recupero di modalità classiche di partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini in tutte le forme associative. In questo modo Cofferati è riuscito non solo a rimobilitare gli elettori delusi che nel 1999 avevano voltato le spalle alla sinistra, ma anche a raccogliere e convogliare energie nuove, tra cui in particolare quel “ceto medio riflessivo” emerso in questi anni come uno dei gruppi elettorali e sociali di riferimento per il centrosinistra. Il senso di questa campagna si può tradurre come il passaggio da una comunicazione politica esclusivamente di massa a una comunicazione politica diffusa, che recuperi la dimensione del dialogo e del coinvolgimento degli elettori.

Cofferati 2004: La prima campagna elettorale postmoderna?

VACCARI, CRISTIAN
2004

Abstract

La campagna elettorale di Sergio Cofferati per la carica di sindaco di Bologna presenta numerosi elementi di novità, che si possono ricondurre nella tipologia delle campagne elettorali postmoderne. Tra queste, le principali sono il rifiuto dell’appiattimento sui media tradizionali, specie la televisione, e l’uso creativo delle nuove tecnologie, ma soprattutto, il recupero di modalità classiche di partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini in tutte le forme associative. In questo modo Cofferati è riuscito non solo a rimobilitare gli elettori delusi che nel 1999 avevano voltato le spalle alla sinistra, ma anche a raccogliere e convogliare energie nuove, tra cui in particolare quel “ceto medio riflessivo” emerso in questi anni come uno dei gruppi elettorali e sociali di riferimento per il centrosinistra. Il senso di questa campagna si può tradurre come il passaggio da una comunicazione politica esclusivamente di massa a una comunicazione politica diffusa, che recuperi la dimensione del dialogo e del coinvolgimento degli elettori.
C. Vaccari
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