Se c’è una pianta che negli ultimi anni è diventata una vera e propria “star” a livello mondiale, soprattutto nel settore dell’alimentazione, quella è la stevia (Stevia rebaudiana), originaria di una zona a cavallo del confine tra Paraguay e Brasile. Eppure, a vederla, non si direbbe di avere a che fare con una specie così importante dal punto di vista economico; si presenta come una delicata erbacea perenne, dalle foglie verdi di forma oblunga con il bordo leggermente seghettato e fiori molto piccoli di colore bianco. Chi è la stevia? Per quei pochi che ancora non la conoscono, diciamo solo che è una pianta “dietetica” e, per questo, oggi molto utilizzata dalle multinazionali coinvolte nel settore dell’alimentazione ed anche della salute umana in senso lato. E’ infatti ricchissima di zucchero, ma a basso “valore calorico”, per cui è adatto ai bambini, ai diabetici e a tutti coloro che hanno problemi di sovrappeso. Se nell’antichità alcune tribù d'Indiani del Sud America la utilizzavano per zuccherare cibi e bevande, oggi con la stevia si dolcificano caramelle, gomme da masticare, alimenti secchi e cereali, yogurt e gelati, marmellate, tè e sidro, dentifrici e collutori, preparati per dolci e torte salate (contribuisce ad attenuare il gusto sapido tipico della cultura agrodolce della cucina orientale); senza considerare che viene utilizzata per dolcificare molte bevande al posto dei comuni edulcoranti di sintesi (saccarina, aspartame, ecc.), perfino la Diet Coke. Ognuno di noi, più o meno consapevolmente, ha ingerito o ingerisce quotidianamente della stevia. Una stevia in giardino Una piantina così famosa non poteva non entrare a far parte della vasta e variegata offerta di “officinali”. Chi non vuole una star in giardino? I nostri produttori, ad esempio quelli liguri, la propongono perciò come esemplare in vaso, da mettere in un’aiuola o sul balcone, affiancandola alle comuni aromatiche (salvia, origano, basilico, timo, coriandolo, menta, ecc.), dato che con le sue foglioline fresche si possono preparare sorbetti e bevande molto gradevoli e “light”. Ma attenzione ai problemi infettivi, iniziando dalle malattie fungine, ad esempio la “muffa grigia” (o botrite) per poi passare a quelle virali. Se ad esempio, acquistando qualche esemplare di stevia, vi accorgete che sulle foglie sono presenti delle maculature gialle e/o biancastre, desistete. Quelle alterazioni cromatiche indicano che la pianta è infetta e che nel giro di pochi giorni disseccherà e morirà.

Se acquistiamo una stevia…occhio alle virosi

Bellardi M. G.
2018

Abstract

Se c’è una pianta che negli ultimi anni è diventata una vera e propria “star” a livello mondiale, soprattutto nel settore dell’alimentazione, quella è la stevia (Stevia rebaudiana), originaria di una zona a cavallo del confine tra Paraguay e Brasile. Eppure, a vederla, non si direbbe di avere a che fare con una specie così importante dal punto di vista economico; si presenta come una delicata erbacea perenne, dalle foglie verdi di forma oblunga con il bordo leggermente seghettato e fiori molto piccoli di colore bianco. Chi è la stevia? Per quei pochi che ancora non la conoscono, diciamo solo che è una pianta “dietetica” e, per questo, oggi molto utilizzata dalle multinazionali coinvolte nel settore dell’alimentazione ed anche della salute umana in senso lato. E’ infatti ricchissima di zucchero, ma a basso “valore calorico”, per cui è adatto ai bambini, ai diabetici e a tutti coloro che hanno problemi di sovrappeso. Se nell’antichità alcune tribù d'Indiani del Sud America la utilizzavano per zuccherare cibi e bevande, oggi con la stevia si dolcificano caramelle, gomme da masticare, alimenti secchi e cereali, yogurt e gelati, marmellate, tè e sidro, dentifrici e collutori, preparati per dolci e torte salate (contribuisce ad attenuare il gusto sapido tipico della cultura agrodolce della cucina orientale); senza considerare che viene utilizzata per dolcificare molte bevande al posto dei comuni edulcoranti di sintesi (saccarina, aspartame, ecc.), perfino la Diet Coke. Ognuno di noi, più o meno consapevolmente, ha ingerito o ingerisce quotidianamente della stevia. Una stevia in giardino Una piantina così famosa non poteva non entrare a far parte della vasta e variegata offerta di “officinali”. Chi non vuole una star in giardino? I nostri produttori, ad esempio quelli liguri, la propongono perciò come esemplare in vaso, da mettere in un’aiuola o sul balcone, affiancandola alle comuni aromatiche (salvia, origano, basilico, timo, coriandolo, menta, ecc.), dato che con le sue foglioline fresche si possono preparare sorbetti e bevande molto gradevoli e “light”. Ma attenzione ai problemi infettivi, iniziando dalle malattie fungine, ad esempio la “muffa grigia” (o botrite) per poi passare a quelle virali. Se ad esempio, acquistando qualche esemplare di stevia, vi accorgete che sulle foglie sono presenti delle maculature gialle e/o biancastre, desistete. Quelle alterazioni cromatiche indicano che la pianta è infetta e che nel giro di pochi giorni disseccherà e morirà.
Bellardi M.G.
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