La transizione energetica rappresenta una sfida che, in 40-50 anni, ci porterà a ridurre le emissioni di gas serra dell’80%, con un abbattimento per il settore elettrico di oltre il 95%, entro il 2050 rispetto al 1990 secondo quanto riportato nella Road-Map al 2050 dell’European Climate Foundation dell’Aprile 2010 e adottata dalla Commissione Europea nel Febbraio del 2011. I diversi scenari esaminati dalla Commissione nella Energy Roadmap 2050 assegnano grande importanza all’efficienza energetica e alla produzione da fonti rinnovabili. L’Italia ha pienamente aderito allo spirito del Pacchetto Clima-Energia e ha recepito il quadro normativo europeo, con una declinazione degli obiettivi che prevede al 2020: • Direttiva europea 2003/87 (“Emission trading”) - Un impegno vincolante di riduzione delle emissioni pari al 18% complessivamente, ripartite come segue: 21% per i settori ETS (Emission Trading System, in particolare la generazione elettrica) e 13% rispetto al 2005 nei settori non coperti da sistema ETS. • Direttiva europea 2009/28 - Un impegno vincolante del 17% di energia da fonti rinnovabili, compreso un obiettivo del 10% per i biocarburanti. • Nuova direttiva europea (Giugno 2012) - Un impegno di riduzione del 23,4% nel consumo di energia primaria al 2020 rispetto ai livelli previsti che corrispondono a 14,7% del consumo finale lordo. Nella nuova direttiva sull’efficienza energetica approvata nel giugno 2012 sono state individuate varie misure a disposizione degli Stati membri per conseguire tale obiettivo. Il 22 febbraio 2012, l’intesa Stato-Regioni, emanando lo schema di decreto per la ripartizione delle quote locali, ha sancito il meccanismo con cui si ripianano i debiti e crediti; di conseguenza, nel caso in cui uno Stato membro o una Regione contraesse un debito, si andrà a cercare quei Sindaci che, non avendo ottemperato agli obiettivi del proprio ente locale di riferimento, diventeranno conseguentemente responsabili di quel debito. Ogni Comune dovrà quindi deliberare una strategia energetica integrata, in accordo con il Piano Energetico Regionale, sia per la riduzione dei consumi sia per le risorse rinnovabili reperibili nel proprio territorio. La Regione Emilia-Romagna ha come obiettivo al 2030 quello di: • ridurre le emissioni del 30% rispetto al 2005 • ridurre i consumi finali lordi del 40% rispetto al 2005 • portare le energie rinnovabili al 30% dei consumi finali lordi del 2005 Il Sindaco e la sua cittadinanza diventano, dunque, i protagonisti e, allo stesso tempo, i responsabili della transizione energetica attraverso il meccanismo dell’agire localmente per raggiungere obiettivi su più ampia scala: regionali, nazionali e, infine, europei. In questo contesto si incardina quello che la Comunità Europea ha chiamato il “Patto dei Sindaci”, attualmente su base volontaria, col quale un Sindaco si impegna a raggiungere precisi obiettivi entro il 2030 attraverso lo sviluppo di un Piano Operativo Comunale sull’energia o Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile.

Piano d'Azione dell'Energia Sostenibile del Comune di Malalbergo

Leonardo Setti
Supervision
2017

Abstract

La transizione energetica rappresenta una sfida che, in 40-50 anni, ci porterà a ridurre le emissioni di gas serra dell’80%, con un abbattimento per il settore elettrico di oltre il 95%, entro il 2050 rispetto al 1990 secondo quanto riportato nella Road-Map al 2050 dell’European Climate Foundation dell’Aprile 2010 e adottata dalla Commissione Europea nel Febbraio del 2011. I diversi scenari esaminati dalla Commissione nella Energy Roadmap 2050 assegnano grande importanza all’efficienza energetica e alla produzione da fonti rinnovabili. L’Italia ha pienamente aderito allo spirito del Pacchetto Clima-Energia e ha recepito il quadro normativo europeo, con una declinazione degli obiettivi che prevede al 2020: • Direttiva europea 2003/87 (“Emission trading”) - Un impegno vincolante di riduzione delle emissioni pari al 18% complessivamente, ripartite come segue: 21% per i settori ETS (Emission Trading System, in particolare la generazione elettrica) e 13% rispetto al 2005 nei settori non coperti da sistema ETS. • Direttiva europea 2009/28 - Un impegno vincolante del 17% di energia da fonti rinnovabili, compreso un obiettivo del 10% per i biocarburanti. • Nuova direttiva europea (Giugno 2012) - Un impegno di riduzione del 23,4% nel consumo di energia primaria al 2020 rispetto ai livelli previsti che corrispondono a 14,7% del consumo finale lordo. Nella nuova direttiva sull’efficienza energetica approvata nel giugno 2012 sono state individuate varie misure a disposizione degli Stati membri per conseguire tale obiettivo. Il 22 febbraio 2012, l’intesa Stato-Regioni, emanando lo schema di decreto per la ripartizione delle quote locali, ha sancito il meccanismo con cui si ripianano i debiti e crediti; di conseguenza, nel caso in cui uno Stato membro o una Regione contraesse un debito, si andrà a cercare quei Sindaci che, non avendo ottemperato agli obiettivi del proprio ente locale di riferimento, diventeranno conseguentemente responsabili di quel debito. Ogni Comune dovrà quindi deliberare una strategia energetica integrata, in accordo con il Piano Energetico Regionale, sia per la riduzione dei consumi sia per le risorse rinnovabili reperibili nel proprio territorio. La Regione Emilia-Romagna ha come obiettivo al 2030 quello di: • ridurre le emissioni del 30% rispetto al 2005 • ridurre i consumi finali lordi del 40% rispetto al 2005 • portare le energie rinnovabili al 30% dei consumi finali lordi del 2005 Il Sindaco e la sua cittadinanza diventano, dunque, i protagonisti e, allo stesso tempo, i responsabili della transizione energetica attraverso il meccanismo dell’agire localmente per raggiungere obiettivi su più ampia scala: regionali, nazionali e, infine, europei. In questo contesto si incardina quello che la Comunità Europea ha chiamato il “Patto dei Sindaci”, attualmente su base volontaria, col quale un Sindaco si impegna a raggiungere precisi obiettivi entro il 2030 attraverso lo sviluppo di un Piano Operativo Comunale sull’energia o Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile.
Leonardo Setti, Davide Pini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/629112
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