Durante lo studio del comportamento fisico-acustico dei corpi vibranti, in particolare di superfici in legno e strumenti musicali, vengono normalmente impiegate alcune metodologie sperimentali in grado di descrivere sia il movimento di tali superfici (soprattutto le casse armoniche di strumenti musicali) sia la generazione del suono o rumore da essi prodotto. Si tratta dell’analisi modale e della radiazione acustica. Dacché la radiazione sonora prodotta dalle parti in vibrazione è fortemente correlata al singolo modo di vibrazione, dovrà certamente esistere un legame fisico tra le due metodologie. Effettivamente, numerosi studi sono stati condotti in passato allo scopo di determinare tale legame funzionale. In particolare, gli studi di Wogram (1980), Suzuki (1986) e Giordano (1998) erano indirizzati a determinare il legame tra analisi modale e radiazione acustica. Purtroppo, questi studi portarono sempre alla stessa conclusione: la radiazione acustica e la funzione di risposta in frequenza misurata sulle superfici vibranti (tavole armoniche di clavicembali o pianoforti) inspiegabilmente avevano sempre una correlazione negativa. A giustificazione del risultato, negli studi citati si concludeva che la correlazione doveva essere negativa, ed in alcune occasioni si giustificava il risultato sostenendo la complessità della struttura degli strumenti analizzati. In realtà la conclusione appariva un’altra, insita nella definizione dei parametri messi a confronto: essi non potevano essere correlati, in quanto i loro significati differivano notevolmente, e andava pertanto definito un nuovo parametro: l’Intensità di Radiazione Acustica (IAR).

Nuove tecniche di misurazioni acustiche e vibrazionali

TRONCHIN, LAMBERTO
2008

Abstract

Durante lo studio del comportamento fisico-acustico dei corpi vibranti, in particolare di superfici in legno e strumenti musicali, vengono normalmente impiegate alcune metodologie sperimentali in grado di descrivere sia il movimento di tali superfici (soprattutto le casse armoniche di strumenti musicali) sia la generazione del suono o rumore da essi prodotto. Si tratta dell’analisi modale e della radiazione acustica. Dacché la radiazione sonora prodotta dalle parti in vibrazione è fortemente correlata al singolo modo di vibrazione, dovrà certamente esistere un legame fisico tra le due metodologie. Effettivamente, numerosi studi sono stati condotti in passato allo scopo di determinare tale legame funzionale. In particolare, gli studi di Wogram (1980), Suzuki (1986) e Giordano (1998) erano indirizzati a determinare il legame tra analisi modale e radiazione acustica. Purtroppo, questi studi portarono sempre alla stessa conclusione: la radiazione acustica e la funzione di risposta in frequenza misurata sulle superfici vibranti (tavole armoniche di clavicembali o pianoforti) inspiegabilmente avevano sempre una correlazione negativa. A giustificazione del risultato, negli studi citati si concludeva che la correlazione doveva essere negativa, ed in alcune occasioni si giustificava il risultato sostenendo la complessità della struttura degli strumenti analizzati. In realtà la conclusione appariva un’altra, insita nella definizione dei parametri messi a confronto: essi non potevano essere correlati, in quanto i loro significati differivano notevolmente, e andava pertanto definito un nuovo parametro: l’Intensità di Radiazione Acustica (IAR).
Strumenti e metodi di misura per l'acustica e le vibrazioni
203
212
L. Tronchin
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