On the basis of a comparison of the Hotho's version and the several versions of Hegel's Aesthetics (Nachschriften and Mitschriften), the paper aims to demonstrate two suggestions; 1) from a philological point of view, my paper deals with the opportunity to show that Hotho's version is a one-sided view of Hegelian comments on metaphor, because the 1821. 1823 and 1826 lectures on Aesthetic suit a development on this matter, that I compare with the positions represented by Gottsched, Sulzer and Klopstock; 2) from a philosophical point of view, my paper focuses on the way Hegel inherits the reflections of such thinkers into novelty shapes. Since Hegel, starting 1826, enhances the spiritual function of the metaphor, which intertwines the sensible and the spiritual dimension, the metaphor gets a spiritual meaning due to its heteronomy. The autonomisation of the metaphorical system cold have in fact, as result, a gap between the sensible and the ideal dimension. The metaphor attains therefore a philosophical meaning in its solidarity with the conceptual thought.

A partire da un raffronto tra la redazione unitaria di Hotho e le Nachschriften e Mitschriften dei singoli corsi di Estetica, il contributo intende mostrare due cose. 1) Dal punto di vista filologico, la redazione unitaria di Hotho restituisce in maniera parziale le riflessioni di Hegel sulla metafora, poiché tra il corso del 1821 e il 1826 si assiste a una netta evoluzione, che confrontiamo con la posizione di autori come Gottsched, Sulzer e Klopstock. 2) Dal punto di vista filosofico, tuttavia, Hegel si distacca nettamente anche da Klopstock, che pure menziona in un luogo centrale. Nella misura in cui la metafora è un modo di connettere il sensibile all’ideale, essa ha cittadinanza filosofica in maniera eteronoma. L’attività mediatrice della parola, tra pensiero e rappresentazione, trova infatti senso solo nella sua solidarietà con la traduzione concettuale.

Hegel e la metafora. Tra poetica e filosofia

Eleonora Caramelli
2017

Abstract

A partire da un raffronto tra la redazione unitaria di Hotho e le Nachschriften e Mitschriften dei singoli corsi di Estetica, il contributo intende mostrare due cose. 1) Dal punto di vista filologico, la redazione unitaria di Hotho restituisce in maniera parziale le riflessioni di Hegel sulla metafora, poiché tra il corso del 1821 e il 1826 si assiste a una netta evoluzione, che confrontiamo con la posizione di autori come Gottsched, Sulzer e Klopstock. 2) Dal punto di vista filosofico, tuttavia, Hegel si distacca nettamente anche da Klopstock, che pure menziona in un luogo centrale. Nella misura in cui la metafora è un modo di connettere il sensibile all’ideale, essa ha cittadinanza filosofica in maniera eteronoma. L’attività mediatrice della parola, tra pensiero e rappresentazione, trova infatti senso solo nella sua solidarietà con la traduzione concettuale.
Caramelli, Eleonora
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/610265
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