Some crimes, in particular white-collar crimes, are rarely and with many difficulties perceived as crimes. Despite the known potential social and economic damage they cause, it seems as though they were declassified, considered “less criminal” than other kinds of crimes, and therefore punished in a different way. Many specific characteristics make them less perceived and easier to tolerate than other crimes, so much that a white collar perpetrator will be easily defined as a “dishonest” person rather than a “criminal”. This article presents the redefinition of the harmful event occurred in Casale Monferrato (Italy) where one of the Eternit plants was located. The “asbestos war” begins here starting from inside the factory spreading to citizens who are not indifferent to choices which are exclusively dictated by profit motive.

Vi sono dei crimini, gli white collar crime, che faticano ad essere percepiti come tali. Nonostante il loro potenziale danno sociale ed economico sia elevato, è come se venissero declassati, considerati “meno reati”e, dunque, puniti in maniera diversa. Caratteristiche strutturali li rendono meno percepibili e più tollerati, tanto che il white collar sarà più facilmente definito “disonesto”, piuttosto che “criminale”. Questo articolo racconta la ridefinizione dell’evento dannoso avvenuta a Casale Monferrato, ospite di uno degli stabilimenti della società Eternit. Comincia da qui una guerra all’amianto che, dall’interno della fabbrica, arriva alla cittadinanza non immune alle scelte dettate dalla ricerca del mero profitto. Scioperi, lotte, petizioni porteranno questa cittadina ad ottenere la messa al bando dell’amianto nel 1992 e attireranno l’attenzione del PM Guariniello, che coglie l’impolverato filo rosso che collega i diversi stabilimenti facenti capo al gruppo Eternit, dando vita al“processo del secolo”, tristemente caduto in prescrizione il 19 Novembre 2014.

Riconoscere la criminalità di impresa: il caso Eternit di Casale Monferrato

PARACIANI, REBECCA
2016

Abstract

Vi sono dei crimini, gli white collar crime, che faticano ad essere percepiti come tali. Nonostante il loro potenziale danno sociale ed economico sia elevato, è come se venissero declassati, considerati “meno reati”e, dunque, puniti in maniera diversa. Caratteristiche strutturali li rendono meno percepibili e più tollerati, tanto che il white collar sarà più facilmente definito “disonesto”, piuttosto che “criminale”. Questo articolo racconta la ridefinizione dell’evento dannoso avvenuta a Casale Monferrato, ospite di uno degli stabilimenti della società Eternit. Comincia da qui una guerra all’amianto che, dall’interno della fabbrica, arriva alla cittadinanza non immune alle scelte dettate dalla ricerca del mero profitto. Scioperi, lotte, petizioni porteranno questa cittadina ad ottenere la messa al bando dell’amianto nel 1992 e attireranno l’attenzione del PM Guariniello, che coglie l’impolverato filo rosso che collega i diversi stabilimenti facenti capo al gruppo Eternit, dando vita al“processo del secolo”, tristemente caduto in prescrizione il 19 Novembre 2014.
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