Questo studio propone la possibilità di sviluppare analisi delle infrastrutture in Italia sulla base di dati comunali e attraverso l’impiego di tecniche statistiche multivariate. I risultati suggeriscono numerosi vantaggi e alcuni svantaggi di tale approccio. Innanzitutto, l’uso di ampi dataset comunali, che consente l’utilizzo di tecniche multivariate, può contribuire a ridurre l’arbitrarietà delle scelta degli indicatori di dotazione di infrastrutture che caratterizza spesso la costruzione di indicatori descrittivi. È infatti possibile partire da un insieme ampio di indicatori lasciando alla tecnica statistica il compito di selezionare le componenti più significative sulla base dei dati osservati e quindi di aggregare le unità territoriali considerate senza vincoli a priori, di contiguità o amministrativi, per la rappresentazione delle omogeneità e disomogeneità territoriali. Dopo la selezione di un insieme di partenza di 51 indicatori, è stata infatti utilizzata una metodologia a due stadi in cui, mediante un’analisi delle componenti principali sono state estratte le componenti, non correlate fra loro ed esplicative delle differenze territoriali, da impiegare in una successiva cluster analysis che individua aree omogenee di infrastrutturazione. Un ampio insieme di partenza di indicatori è coerente con impostazioni che ritengono rilevante adottare, per l’analisi dello sviluppo economico, una accezione estensiva di infrastrutture tale da comprendere tutti i capitali dei processi di produzione di servizi. Un ampio insieme di partenza è inoltre giustificato dalla mancanza di una solida teoria economica delle infrastrutture che possa suggerire ex ante quali sono quelle rilevanti e quali siano le loro relazioni gerarchiche all’interno di un si-stema, quale è quello delle infrastrutture, che presenta estese interdipendenze. L’arbitrarietà residua presente nella scelta dell’insieme degli indicatori di partenza può essere ridotta, ma per ora non eliminata, proprio da un più approfondito esame delle interdipendenze e delle relazioni di sostituibilità/complementarietà in senso tecnologico ed economico tra diversi tipi di infrastrutture. Tale esame è stato qui abbozzato suggerendo un approccio basato su tassonomie funzionali delle infrastrutture che le pongono in stretta relazione con i processi di produzione di servizi. I risultati ottenibili con dati comunali offrono grandi vantaggi di dettaglio informativo, anche nell'evidenziare, attraverso l’analisi dei cluster, l’esistenza di una notevole diversità di “modelli” di dotazione infrastrutturale omogenea. Anche se alcuni di questi sono solo sfumature dei cluster principali, essi aiutano a far emergere un diffuso grado intersezione tra cluster diversi in aree territoriali relativamente ristrette. Gli indicatori di dotazione costruiti su dati comunali offrono inoltre una mappatura della dotazione, sia totale sia per tipologia di infrastrutture, che è di massimo dettaglio e che consente di cogliere sia continuità sia discontinuità territoriali di dotazione non coincidenti con quelle forzate dai confini amministrativi maggiori, aspetto che le analisi a livello provinciale non consentono ovviamente di evidenziare. I dati comunali consentono infine di ricostruire indicatori provinciali (o regionali) che risultano “pesati” per le diversità infra-provinciali tra i comuni. Gli svantaggi dell’approccio comunale consistono in alcune limitazioni informative per dati che sono disponibili solo a partire da livelli provinciali e nel non poter includere variabili che sono significative solo a scale territoriali molto maggiori di quella comunale, come nel caso delle gradi infrastrutture puntuali. In tal caso, sono state adottate soluzioni specifiche per evitare effetti distorsivi di una lettura su base comunale. Sotto il profilo empirico, i risultati del lavoro confermano alcuni caratteristiche ben note del sistema infrastrutturale italiano ma ne evidenziano altre meno.

Infrastrutture e sviluppo economico in Italia: un’analisi degli indicatori a livello comunale

MONTINI, ANNA;
2007

Abstract

Questo studio propone la possibilità di sviluppare analisi delle infrastrutture in Italia sulla base di dati comunali e attraverso l’impiego di tecniche statistiche multivariate. I risultati suggeriscono numerosi vantaggi e alcuni svantaggi di tale approccio. Innanzitutto, l’uso di ampi dataset comunali, che consente l’utilizzo di tecniche multivariate, può contribuire a ridurre l’arbitrarietà delle scelta degli indicatori di dotazione di infrastrutture che caratterizza spesso la costruzione di indicatori descrittivi. È infatti possibile partire da un insieme ampio di indicatori lasciando alla tecnica statistica il compito di selezionare le componenti più significative sulla base dei dati osservati e quindi di aggregare le unità territoriali considerate senza vincoli a priori, di contiguità o amministrativi, per la rappresentazione delle omogeneità e disomogeneità territoriali. Dopo la selezione di un insieme di partenza di 51 indicatori, è stata infatti utilizzata una metodologia a due stadi in cui, mediante un’analisi delle componenti principali sono state estratte le componenti, non correlate fra loro ed esplicative delle differenze territoriali, da impiegare in una successiva cluster analysis che individua aree omogenee di infrastrutturazione. Un ampio insieme di partenza di indicatori è coerente con impostazioni che ritengono rilevante adottare, per l’analisi dello sviluppo economico, una accezione estensiva di infrastrutture tale da comprendere tutti i capitali dei processi di produzione di servizi. Un ampio insieme di partenza è inoltre giustificato dalla mancanza di una solida teoria economica delle infrastrutture che possa suggerire ex ante quali sono quelle rilevanti e quali siano le loro relazioni gerarchiche all’interno di un si-stema, quale è quello delle infrastrutture, che presenta estese interdipendenze. L’arbitrarietà residua presente nella scelta dell’insieme degli indicatori di partenza può essere ridotta, ma per ora non eliminata, proprio da un più approfondito esame delle interdipendenze e delle relazioni di sostituibilità/complementarietà in senso tecnologico ed economico tra diversi tipi di infrastrutture. Tale esame è stato qui abbozzato suggerendo un approccio basato su tassonomie funzionali delle infrastrutture che le pongono in stretta relazione con i processi di produzione di servizi. I risultati ottenibili con dati comunali offrono grandi vantaggi di dettaglio informativo, anche nell'evidenziare, attraverso l’analisi dei cluster, l’esistenza di una notevole diversità di “modelli” di dotazione infrastrutturale omogenea. Anche se alcuni di questi sono solo sfumature dei cluster principali, essi aiutano a far emergere un diffuso grado intersezione tra cluster diversi in aree territoriali relativamente ristrette. Gli indicatori di dotazione costruiti su dati comunali offrono inoltre una mappatura della dotazione, sia totale sia per tipologia di infrastrutture, che è di massimo dettaglio e che consente di cogliere sia continuità sia discontinuità territoriali di dotazione non coincidenti con quelle forzate dai confini amministrativi maggiori, aspetto che le analisi a livello provinciale non consentono ovviamente di evidenziare. I dati comunali consentono infine di ricostruire indicatori provinciali (o regionali) che risultano “pesati” per le diversità infra-provinciali tra i comuni. Gli svantaggi dell’approccio comunale consistono in alcune limitazioni informative per dati che sono disponibili solo a partire da livelli provinciali e nel non poter includere variabili che sono significative solo a scale territoriali molto maggiori di quella comunale, come nel caso delle gradi infrastrutture puntuali. In tal caso, sono state adottate soluzioni specifiche per evitare effetti distorsivi di una lettura su base comunale. Sotto il profilo empirico, i risultati del lavoro confermano alcuni caratteristiche ben note del sistema infrastrutturale italiano ma ne evidenziano altre meno.
Montini A.; Zoboli R.
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