Il lavoro consiste nella ricostruzione del volto del sommo poeta Dante Alighieri attraverso un approccio multidisciplinare che combina tecniche tradizionali (manuali), solitamente utilizzate nell’ambito dell’antropologia forense, e metodologie digitali che sfruttano tecnologie nate in ambiente industriale-militare ma che vengono sempre più applicate anche al campo dei beni culturali. Non potendo disporre del cranio originale di Dante, il lavoro ha preso le mosse dai dati e dagli elementi raccolti da Fabio Frassetto e Giuseppe Sergi, antropologi rispettivamente presso le Università di Bologna e di Roma, nel corso della ricognizione effettuata nel 1921, sesto centenario della morte, sui resti del poeta conservati a Ravenna. Grazie a questa ricognizione disponiamo di una descrizione molto accurata delle ossa di Dante, corredata da ben 297 dati metrici inerenti tutto lo scheletro, di alcune fotografie in scala del cranio, nelle diverse norme, e di molte altre ossa, nonché di un modello del cranio successivamente realizzato dal Frassetto. Sulla base di queste informazioni è stata effettuata una ricostruzione geometrica del cranio di Dante Alighieri, completo di mandibola, attraverso l’impiego e l’integrazione degli strumenti e delle tecnologie della realtà virtuale, e la realizzazione del relativo modello fisico tramite prototipazione rapida. Un aspetto rilevante del lavoro riguarda, in particolare, la metodologia di modellazione 3D proposta per la generazione ex-novo della mandibola (non rinvenuta nel corso della ricognizione del 1921) partendo da un modello acquisito come riferimento. Il modello del cranio prototipato è servito poi da base per la fase successiva di ricostruzione facciale attraverso le tecniche tradizionali di arte forense.

Dalla storia delle ricognizioni dei resti alla ricostruzione del volto di Dante Alighieri mediante tecniche di realtà virtuale e antropologia forense

BENAZZI, STEFANO;FANTINI, MASSIMILIANO;DE CRESCENZIO, FRANCESCA;PERSIANI, FRANCO;GRUPPIONI, GIORGIO
2007

Abstract

Il lavoro consiste nella ricostruzione del volto del sommo poeta Dante Alighieri attraverso un approccio multidisciplinare che combina tecniche tradizionali (manuali), solitamente utilizzate nell’ambito dell’antropologia forense, e metodologie digitali che sfruttano tecnologie nate in ambiente industriale-militare ma che vengono sempre più applicate anche al campo dei beni culturali. Non potendo disporre del cranio originale di Dante, il lavoro ha preso le mosse dai dati e dagli elementi raccolti da Fabio Frassetto e Giuseppe Sergi, antropologi rispettivamente presso le Università di Bologna e di Roma, nel corso della ricognizione effettuata nel 1921, sesto centenario della morte, sui resti del poeta conservati a Ravenna. Grazie a questa ricognizione disponiamo di una descrizione molto accurata delle ossa di Dante, corredata da ben 297 dati metrici inerenti tutto lo scheletro, di alcune fotografie in scala del cranio, nelle diverse norme, e di molte altre ossa, nonché di un modello del cranio successivamente realizzato dal Frassetto. Sulla base di queste informazioni è stata effettuata una ricostruzione geometrica del cranio di Dante Alighieri, completo di mandibola, attraverso l’impiego e l’integrazione degli strumenti e delle tecnologie della realtà virtuale, e la realizzazione del relativo modello fisico tramite prototipazione rapida. Un aspetto rilevante del lavoro riguarda, in particolare, la metodologia di modellazione 3D proposta per la generazione ex-novo della mandibola (non rinvenuta nel corso della ricognizione del 1921) partendo da un modello acquisito come riferimento. Il modello del cranio prototipato è servito poi da base per la fase successiva di ricostruzione facciale attraverso le tecniche tradizionali di arte forense.
Stefano, Benazzi; Massimiliano, Fantini; Francesca, De Crescenzio; Franco, Persiani; Francesco, Mallegni; Gabriele, Mallegni; Giorgio, Gruppioni
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