L’articolo propone una riflessione sulle criticità che il ricorso alla clausola di coscienza nell’ambito delle cure di fine vita può produrre e quali strade possano garantire libertà di coscienza, autodeterminazione dei soggetti coinvolti e rispetto della dignità della persona malata. A partire da un’analisi filosofico-normativa del concetto di obiezione e clausola di coscienza, la riflessione si articola sulla base di due documenti significativi per la discussione: il position paper della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) sottoscritto da numerose società scientifiche “Grandi insufficienze d’organo end stage: cure intensive o cure palliative?” e il Disegno di Legge attualmente in discussione al Parlamento italiano “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”. In particolare, la clausola di coscienza viene discussa e interpretata alla luce della pianificazione anticipata della cura (PAC) o advance care planning, che rappresenta lo strumento a garanzia della pianificazione condivisa della cura e dello shared-decision making. In questo contesto, il ricorso alla clausola di coscienza fa emergere criticità di tipo etico-morale e deontologico che l’articolo discute, avvalendosi del position paper SIAARTI e del testo di legge attualmente in discussione al Parlamento italiano, entrambi costruiti sui presupposti di una relazione di cura condivisa, in cui il paziente abbia un ruolo fondamentale nelle scelte che lo riguardano.

Clausola di coscienza e cura nell’assistenza al fine vita

DE PANFILIS, LUDOVICA;ZULLO, SILVIA;
2017

Abstract

L’articolo propone una riflessione sulle criticità che il ricorso alla clausola di coscienza nell’ambito delle cure di fine vita può produrre e quali strade possano garantire libertà di coscienza, autodeterminazione dei soggetti coinvolti e rispetto della dignità della persona malata. A partire da un’analisi filosofico-normativa del concetto di obiezione e clausola di coscienza, la riflessione si articola sulla base di due documenti significativi per la discussione: il position paper della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) sottoscritto da numerose società scientifiche “Grandi insufficienze d’organo end stage: cure intensive o cure palliative?” e il Disegno di Legge attualmente in discussione al Parlamento italiano “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”. In particolare, la clausola di coscienza viene discussa e interpretata alla luce della pianificazione anticipata della cura (PAC) o advance care planning, che rappresenta lo strumento a garanzia della pianificazione condivisa della cura e dello shared-decision making. In questo contesto, il ricorso alla clausola di coscienza fa emergere criticità di tipo etico-morale e deontologico che l’articolo discute, avvalendosi del position paper SIAARTI e del testo di legge attualmente in discussione al Parlamento italiano, entrambi costruiti sui presupposti di una relazione di cura condivisa, in cui il paziente abbia un ruolo fondamentale nelle scelte che lo riguardano.
Ludovica, De Panfilis; Daniela, Cattaneo; Luisanna, Cola; Maddalena, Gasparini; Corinna, Porteri; Daniela, Tarquini; Alessandro, Tiezzi; Simone, Veronese; Silvia, Zullo; Eugenio, Pucci
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