Nell’ambito dei settori di applicazione ambientale dei saggi biologici la normativa nazionale prevede l’impiego del test di inibizione della bioluminescenza del batterio marino Vibrio fischeri nelle attività di monitoraggio costiero condotto dalle Agenzie Regionali ai sensi della Legge 979/82 “Difesa del Mare” e facoltativamente dal D.Lgs. 152/06. Esso è inoltre ampiamente utilizzato nell’ambito della caratterizzazione dei fondali marini prospicienti i Siti di bonifica di Interesse Nazionale ai sensi del DM 468/01. Sebbene attualmente siano disponibili numerosi protocolli ufficiali adottati da enti e/o organismi internazionali (DIN, 1992; Environment Canada, 2002, APAT IRSA-CNR, 2003), il percorso di standardizzazione ha visto in realtà una scarsa attenzione nei riguardi della valutazione della riproducibilità/ripetibilità dei metodi previsti per ambienti marini e/o salmastri, come condizione indispensabile e precedente la normazione vera e propria. Gli unici esercizi di interconfronto noti interessano in realtà sostanze tossiche di riferimento e campioni di acqua dolce eseguiti nella soluzione standard a base di NaCl (APAT IRSA-CNR, 2003; Farré, 2004). Nell’ambito del percorso di “normazione” stabilito in seno alla Commissione UNICHIM “Metodi Biologici”, sottogruppo “Acque marine e salmastre” è stato organizzato un esercizio di interconfronto finalizzato alla valutazione della riproducibilità e ripetibilità di un metodo da applicare a matrici ambientali liquide marine.

Interconfronto nazionale sul test di inibizione della bioluminescenza mediante Vibrio fisheri. National interlaboratory comparison study using Vibrio fisheri.

GUERRA, ROBERTA;
2007

Abstract

Nell’ambito dei settori di applicazione ambientale dei saggi biologici la normativa nazionale prevede l’impiego del test di inibizione della bioluminescenza del batterio marino Vibrio fischeri nelle attività di monitoraggio costiero condotto dalle Agenzie Regionali ai sensi della Legge 979/82 “Difesa del Mare” e facoltativamente dal D.Lgs. 152/06. Esso è inoltre ampiamente utilizzato nell’ambito della caratterizzazione dei fondali marini prospicienti i Siti di bonifica di Interesse Nazionale ai sensi del DM 468/01. Sebbene attualmente siano disponibili numerosi protocolli ufficiali adottati da enti e/o organismi internazionali (DIN, 1992; Environment Canada, 2002, APAT IRSA-CNR, 2003), il percorso di standardizzazione ha visto in realtà una scarsa attenzione nei riguardi della valutazione della riproducibilità/ripetibilità dei metodi previsti per ambienti marini e/o salmastri, come condizione indispensabile e precedente la normazione vera e propria. Gli unici esercizi di interconfronto noti interessano in realtà sostanze tossiche di riferimento e campioni di acqua dolce eseguiti nella soluzione standard a base di NaCl (APAT IRSA-CNR, 2003; Farré, 2004). Nell’ambito del percorso di “normazione” stabilito in seno alla Commissione UNICHIM “Metodi Biologici”, sottogruppo “Acque marine e salmastre” è stato organizzato un esercizio di interconfronto finalizzato alla valutazione della riproducibilità e ripetibilità di un metodo da applicare a matrici ambientali liquide marine.
87
91
Onorati F.; Bandini F.; Brilli L.; Bellaria V.; Castiglioni S.; Celetti A.M.; Comin S.; Di Gioia E.; Fabbri S.; Facchini L.; Ferrara M.; Guerra R.; Leoni T.; Lo Re R.; Manzo S.; Martini P.; Mascilongo G.; Meloni P.; Meineri V.; Milani S.; Molina M.; Rossi E.; Ruggiero G.; Sanguinetti M.S.; Tamberlich F.; Traldi D.; Trichilo S.
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