Il saggio esamina - in una prospettiva storica e insieme attuale - il caso di coevoluzione presentato dai "fiori ingannatori". Oggetto degli studi di Konrad Sprengel a fine Settecento, il tema dei rappporti fra insetti e orchidee fu poi al centro di un'opera famosa di Darwin del 1862. Studiato di nuovo negli anni Ottanta del Novecento e tornato alla ribalta negli ultimi mesi grazie ad alcuni articoli apparsi su importanti riviste scientifiche internazionali, il tema si presta a delle riflessioni sulla genesi e il ruolo dei modelli nella spiegazione scientifica. La consapevolezza delle assonanze tra questi modelli e le società in cui vengono proposti ci consiglia di non dimenticare il carattere provvisorio delle spiegazioni con cui cerchiamo di comprendere i fenomeni naturali. Piuttosto che celebrare come definitivi i modelli vincenti, e condannare gli altri, sembra più saggio mantenere aperte le nostre prospettive d’indagine, nella consapevolezza che i “ritorni” – come quello dei “fiori ingannatori” di Sprengel – non sono rari e che la ricerca procede per vie tortuose piuttosto che rettilinee. Così, dopo l’introduzione della teoria dei giochi nella biologia evoluzionistica, gli “inganni” e le numerose eccezioni alla “contabilità” darwiniana delle visite degli insetti e del cibo ottenuto in cambio – già familiari a Sprengel oltre due secoli fa dentro la prospettiva del “disegno” – sono diventate di nuovo visibili, per la prima volta all’interno di una prospettiva evoluzionistica che non concede nulla al “disegno”.

Evoluzione casuale o Intelligent Design?

PANCALDI, GIULIANO
2009

Abstract

Il saggio esamina - in una prospettiva storica e insieme attuale - il caso di coevoluzione presentato dai "fiori ingannatori". Oggetto degli studi di Konrad Sprengel a fine Settecento, il tema dei rappporti fra insetti e orchidee fu poi al centro di un'opera famosa di Darwin del 1862. Studiato di nuovo negli anni Ottanta del Novecento e tornato alla ribalta negli ultimi mesi grazie ad alcuni articoli apparsi su importanti riviste scientifiche internazionali, il tema si presta a delle riflessioni sulla genesi e il ruolo dei modelli nella spiegazione scientifica. La consapevolezza delle assonanze tra questi modelli e le società in cui vengono proposti ci consiglia di non dimenticare il carattere provvisorio delle spiegazioni con cui cerchiamo di comprendere i fenomeni naturali. Piuttosto che celebrare come definitivi i modelli vincenti, e condannare gli altri, sembra più saggio mantenere aperte le nostre prospettive d’indagine, nella consapevolezza che i “ritorni” – come quello dei “fiori ingannatori” di Sprengel – non sono rari e che la ricerca procede per vie tortuose piuttosto che rettilinee. Così, dopo l’introduzione della teoria dei giochi nella biologia evoluzionistica, gli “inganni” e le numerose eccezioni alla “contabilità” darwiniana delle visite degli insetti e del cibo ottenuto in cambio – già familiari a Sprengel oltre due secoli fa dentro la prospettiva del “disegno” – sono diventate di nuovo visibili, per la prima volta all’interno di una prospettiva evoluzionistica che non concede nulla al “disegno”.
Genesi e natura. Racconti di creazione e modelli scientifici
159
185
G. Pancaldi
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