Con poche eccezioni, il dibattito storiografico sulla posizione politica di Jeremy Bentham tende a trascurare del tutto, oppure a sottovalutare, la seminale proposta costituzionale formulata nel Frammento sul governo, pubblicato per la prima volta nel 1776 e con il quale Bentham interviene nello scontro coloniale che sarebbe sfociato nell’indipendenza dell’America del nord. Proprio quest’opera, tuttavia, permette di individuare una ‘tensione democratica’ presente sin dalla prima produzione benthamiana, che non si esprime nell’aperto sostegno al suffragio universale, ma nel riconoscimento dell’azione continua di un ‘principio popolare’ della società politica che deve essere governato per garantirne la continuità nel tempo. Si tratta di un problema che diventa ancora più urgente proprio negli anni ‘90 del XVIII secolo, quando la diffusione dell’indigenza e delle idee rivoluzionarie tra i lavoratori poveri minaccia la tenuta non solo dell’ordine politico, ma della società nel suo complesso. La concezione democratica della rappresentanza e dell’amministrazione dello Stato – pienamente elaborata da Bentham nel suo Constitutional Code e che dà forma alla sua idea di «democrazia totale» – può quindi essere considerata il punto di approdo di una riflessione che, per decenni, si interroga sulla possibilità di arginare la rivoluzione attraverso la rappresentazione politica della società e dei suoi movimenti.

Bentham e la democrazia totale

RUDAN, PAOLA
2016

Abstract

Con poche eccezioni, il dibattito storiografico sulla posizione politica di Jeremy Bentham tende a trascurare del tutto, oppure a sottovalutare, la seminale proposta costituzionale formulata nel Frammento sul governo, pubblicato per la prima volta nel 1776 e con il quale Bentham interviene nello scontro coloniale che sarebbe sfociato nell’indipendenza dell’America del nord. Proprio quest’opera, tuttavia, permette di individuare una ‘tensione democratica’ presente sin dalla prima produzione benthamiana, che non si esprime nell’aperto sostegno al suffragio universale, ma nel riconoscimento dell’azione continua di un ‘principio popolare’ della società politica che deve essere governato per garantirne la continuità nel tempo. Si tratta di un problema che diventa ancora più urgente proprio negli anni ‘90 del XVIII secolo, quando la diffusione dell’indigenza e delle idee rivoluzionarie tra i lavoratori poveri minaccia la tenuta non solo dell’ordine politico, ma della società nel suo complesso. La concezione democratica della rappresentanza e dell’amministrazione dello Stato – pienamente elaborata da Bentham nel suo Constitutional Code e che dà forma alla sua idea di «democrazia totale» – può quindi essere considerata il punto di approdo di una riflessione che, per decenni, si interroga sulla possibilità di arginare la rivoluzione attraverso la rappresentazione politica della società e dei suoi movimenti.
2016
Rudan, Paola
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