La conoscenza è risorsa strategica per innovare, servire più valore al cliente e rimanere competitivi. Per questa ragione le imprese cercano di acquisire ed assorbire più informazioni possibili relative al mercato e all’evoluzione tecnologica, sia con propri sistemi informativi sia partecipando a network di imprese o progetti di cooperazione e commercializzazione (Stenroos et al , 2014). A questo fine si sono affermati anche agenzie (Mele et al., 2015), fornitori di servizi specialistici - knowledge intensive business services, Kibs (Miozzo et al., 2016) - e organismi intermediari con il compito particolare di colmare le distanze tra organizzazioni diverse, fungendo quindi da bridging institution, e favorire il trasferimento di competenze. In effetti per la circolazione della conoscenza non sono sufficienti analisi di mercato o investimenti in ricerca e sviluppo ma è necessaria una rete di rapporti economici e sociali tra operatori (embedded ties): l’assenza di legami, la mancanza di fiducia e capitale sociale inibiscono il pieno sfruttamento delle opportunità e la generazione di nuove idee (De Noni, 2013). Con questo lavoro si intende analizzare il contributo di un intermediario nel creare relazioni finalizzate all’innovazione; una verifica empirica è stata effettuata su un network di quasi cinquanta imprese costituito allo scopo di sostenere l’innovazione, la condivisione degli investimenti e l’apertura a nuovi mercati

Gli intermediari della conoscenza per lo sviluppo dell’innovazione

CAPPIELLO, GIUSEPPE;CORRADO, RAFFAELE;PRESUTTI, MANUELA
2016

Abstract

La conoscenza è risorsa strategica per innovare, servire più valore al cliente e rimanere competitivi. Per questa ragione le imprese cercano di acquisire ed assorbire più informazioni possibili relative al mercato e all’evoluzione tecnologica, sia con propri sistemi informativi sia partecipando a network di imprese o progetti di cooperazione e commercializzazione (Stenroos et al , 2014). A questo fine si sono affermati anche agenzie (Mele et al., 2015), fornitori di servizi specialistici - knowledge intensive business services, Kibs (Miozzo et al., 2016) - e organismi intermediari con il compito particolare di colmare le distanze tra organizzazioni diverse, fungendo quindi da bridging institution, e favorire il trasferimento di competenze. In effetti per la circolazione della conoscenza non sono sufficienti analisi di mercato o investimenti in ricerca e sviluppo ma è necessaria una rete di rapporti economici e sociali tra operatori (embedded ties): l’assenza di legami, la mancanza di fiducia e capitale sociale inibiscono il pieno sfruttamento delle opportunità e la generazione di nuove idee (De Noni, 2013). Con questo lavoro si intende analizzare il contributo di un intermediario nel creare relazioni finalizzate all’innovazione; una verifica empirica è stata effettuata su un network di quasi cinquanta imprese costituito allo scopo di sostenere l’innovazione, la condivisione degli investimenti e l’apertura a nuovi mercati
Proceedings XIII SIM Conference
1
5
Cappiello G ; Corrado R.; Presutti M.
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