Le aree umide rappresentano un insieme di biotopi la cui importanza è riconosciuta e tutelata a livello mondiale già dal 1971 con la convenzione di Ramsar, recepita in Europa con le due Direttive Comunitarie, 409/79 “Uccelli” e 43/92 “Habitat”. In Italia la gestione dei finanziamenti europei in favore delle aree umide è affidata alle Regioni, che dall’inizio degli anni ’90 hanno avviato lodevoli politiche di tutela del paesaggio umido e delle attività tradizionali, nonché della flora e fauna ad esso associate. L’Emilia Romagna è stata ed è tra le regioni più attive nella realizzazione di iniziative volte a tutelare questo ambiente naturale. In particolare, la provincia di Bologna, essendo molto ricca di aree tendenzialmente acquitrinose, è all’avanguardia nella promozione di politiche locali per la gestione degli ecosistemi umidi.Questo articolo ha approfondito la realtà delle Valli di Bentivoglio, un’area che per la sua posizione sulla via d’acqua tra Bologna e Ferrara (il Canale Navile), ha sempre svolto un importante ruolo come snodo per merci e persone, divenendo dal XVII secolo un fiorente centro di produzione risicola, di pescicoltura poi ed infine, da un decennio, un’area umida tutelata in ambito regionale ed Europeo. Oggi, infatti, la zona delle ex risaie è inserita nella rete regionale di aree protette e rientra nei Piani Speciali d’Area (Legge Regionale n. 30 del 19/8/96), appositi strumenti di programmazione negoziata promossi dalla Regione Emilia-Romagna, che ne hanno permesso il recupero e il successivo mantenimento. L’area, inoltre, comprende due zone di riequilibrio ecologico, una vasta Zona di Protezione Speciale (ZPS), che include tra l’altro un SIC (Sito di Interesse Comunitario). Nel corso dell’articolo è stato analizzato il modo in cui questo territorio è riuscito ad entrare in questa rete di tutela delle zone umide e attraverso quali strumenti di pianificazione e sfruttamento viene gestito oggi e se si può prospettare per quest’area un futuro di sostenibilità. E' inoltre stato approfondito il ruolo della forte presenza dell’uomo in queste Valli nell'imporre al territorio importanti modificazioni antropiche che ne hanno cambiato più volte l’aspetto nel corso della storia e, da ultimo, è stato messo in luce, da un punto di vista agronomico, come tali modificazioni paesaggistiche e di utilizzo del territorio abbiano influenzato la presenza della flora infestante locale e di come il ripristino delle condizioni irrigue abbia favorito la ricomparsa di alcune specie di flora tradizionalmente associate a questo biotopo.

Riqualificazione ambientale nella pianura bolognese. La zona dell'ex risaia di Bentivoglio e San Pietro in Casale.

MAGNANI, ELISA
2007

Abstract

Le aree umide rappresentano un insieme di biotopi la cui importanza è riconosciuta e tutelata a livello mondiale già dal 1971 con la convenzione di Ramsar, recepita in Europa con le due Direttive Comunitarie, 409/79 “Uccelli” e 43/92 “Habitat”. In Italia la gestione dei finanziamenti europei in favore delle aree umide è affidata alle Regioni, che dall’inizio degli anni ’90 hanno avviato lodevoli politiche di tutela del paesaggio umido e delle attività tradizionali, nonché della flora e fauna ad esso associate. L’Emilia Romagna è stata ed è tra le regioni più attive nella realizzazione di iniziative volte a tutelare questo ambiente naturale. In particolare, la provincia di Bologna, essendo molto ricca di aree tendenzialmente acquitrinose, è all’avanguardia nella promozione di politiche locali per la gestione degli ecosistemi umidi.Questo articolo ha approfondito la realtà delle Valli di Bentivoglio, un’area che per la sua posizione sulla via d’acqua tra Bologna e Ferrara (il Canale Navile), ha sempre svolto un importante ruolo come snodo per merci e persone, divenendo dal XVII secolo un fiorente centro di produzione risicola, di pescicoltura poi ed infine, da un decennio, un’area umida tutelata in ambito regionale ed Europeo. Oggi, infatti, la zona delle ex risaie è inserita nella rete regionale di aree protette e rientra nei Piani Speciali d’Area (Legge Regionale n. 30 del 19/8/96), appositi strumenti di programmazione negoziata promossi dalla Regione Emilia-Romagna, che ne hanno permesso il recupero e il successivo mantenimento. L’area, inoltre, comprende due zone di riequilibrio ecologico, una vasta Zona di Protezione Speciale (ZPS), che include tra l’altro un SIC (Sito di Interesse Comunitario). Nel corso dell’articolo è stato analizzato il modo in cui questo territorio è riuscito ad entrare in questa rete di tutela delle zone umide e attraverso quali strumenti di pianificazione e sfruttamento viene gestito oggi e se si può prospettare per quest’area un futuro di sostenibilità. E' inoltre stato approfondito il ruolo della forte presenza dell’uomo in queste Valli nell'imporre al territorio importanti modificazioni antropiche che ne hanno cambiato più volte l’aspetto nel corso della storia e, da ultimo, è stato messo in luce, da un punto di vista agronomico, come tali modificazioni paesaggistiche e di utilizzo del territorio abbiano influenzato la presenza della flora infestante locale e di come il ripristino delle condizioni irrigue abbia favorito la ricomparsa di alcune specie di flora tradizionalmente associate a questo biotopo.
D. Magnani; E. Magnani
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