“Il teatro dopo l’età d’oro. Novecento e oltre” di Marco De Marinis è una corposa raccolta di saggi, composti nell’arco di vent’anni e più, che attraversano l’intero Novecento per approdare infine al nuovo secolo. L’autore li ha raggruppati in sequenze non cronologiche, ma di genere. Nella prima parte, seguendo un approccio transdisciplinare, sono affrontate le questioni fondamentali del dibattito attuale sul teatro e sulla sua crisi, quali il postdrammatico, la performance, la centralità della corporeità nelle arti sceniche, la riscoperta della Commedia dell’Arte. Nella seconda sezione, l’autore presenta dei ‘primi piani’ su alcune figure chiave del Novecento teatrale (Artaud, Grotowski, Decroux, Beckett) mentre l’ultimo blocco del volume è contraddistinto da contributi su personalità e fenomeni di tipo e peso differenti (Leo de Berardinis, Giuliano Scabia, la vocazione teatrale di Luigi Nono, la storia dei movimenti teatrali invisibili tra fine Novecento e inizio Duemila). Lungi dall’essere una semplice recensione, il testo di Claudio Longhi è un’attenta e approfondita analisi del denso volume di De Marinis attraverso cui è esplorata la matrice generativa dello studio e sono problematizzati i suoi esiti: l’indagine si sofferma così sull’immagine dei teatri novecenteschi e postnovecenteschi che “Il teatro dopo l’età dell’oro” restituisce al lettore e giunge alla conclusione che un simile lavoro, il cui fulcro è individuato nel ruolo e nelle molteplici trasmutazioni dell’attore, “è anche qualcosa di ‘altro’ rispetto a una semplice storia del teatro (ammesso che una storia del teatro possa essere semplice)”.

Recensione a Marco De Marinis, "Il teatro dopo l'età d'oro. Novecento e oltre", Roma, Bulzoni, 2013, pp. 416 (Collana «Culture Teatrali» 14)

LONGHI, CLAUDIO
2014

Abstract

“Il teatro dopo l’età d’oro. Novecento e oltre” di Marco De Marinis è una corposa raccolta di saggi, composti nell’arco di vent’anni e più, che attraversano l’intero Novecento per approdare infine al nuovo secolo. L’autore li ha raggruppati in sequenze non cronologiche, ma di genere. Nella prima parte, seguendo un approccio transdisciplinare, sono affrontate le questioni fondamentali del dibattito attuale sul teatro e sulla sua crisi, quali il postdrammatico, la performance, la centralità della corporeità nelle arti sceniche, la riscoperta della Commedia dell’Arte. Nella seconda sezione, l’autore presenta dei ‘primi piani’ su alcune figure chiave del Novecento teatrale (Artaud, Grotowski, Decroux, Beckett) mentre l’ultimo blocco del volume è contraddistinto da contributi su personalità e fenomeni di tipo e peso differenti (Leo de Berardinis, Giuliano Scabia, la vocazione teatrale di Luigi Nono, la storia dei movimenti teatrali invisibili tra fine Novecento e inizio Duemila). Lungi dall’essere una semplice recensione, il testo di Claudio Longhi è un’attenta e approfondita analisi del denso volume di De Marinis attraverso cui è esplorata la matrice generativa dello studio e sono problematizzati i suoi esiti: l’indagine si sofferma così sull’immagine dei teatri novecenteschi e postnovecenteschi che “Il teatro dopo l’età dell’oro” restituisce al lettore e giunge alla conclusione che un simile lavoro, il cui fulcro è individuato nel ruolo e nelle molteplici trasmutazioni dell’attore, “è anche qualcosa di ‘altro’ rispetto a una semplice storia del teatro (ammesso che una storia del teatro possa essere semplice)”.
Longhi, Claudio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/532312
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