Il lacerto musivo analizzato in questo lavoro è attualmente conservato presso il magazzino del Comune di Civitella di Romagna località situata nella Valle del Bidente presso Forlì. Su richiesta dell’amministrazione comunale, le diverse competenze afferenti al laboratorio di Archeoingegneria della Seconda Facoltà di Ingegneria di Bologna (sede di Forlì) sono state coinvolte per studiare il frammento al fine di meglio conservarlo e valorizzarlo. Ne è nato un progetto di ricerca che, partendo dalla conoscenza storico-archeologica del mosaico, ha previsto un accurato studio del frammento, che è stato indagato impiegando alcune tecniche di indagine non distruttive1. In primo luogo si è proceduto con un rilievo fotografico della superficie musiva, sia nella banda del visibile sia nel vicino IR. Successivamente, sono state applicate varie metodologie di indagine non distruttive, quali Ingegneria Inversa e Prototipazione Rapida, primariamente impiegate in ambito industriale, ma, come sempre più spesso accade, utilizzate con successo anche nel campo della conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali.In seguito, l’elaborazione dei risultati delle singole indagini e la loro integrazione hanno portato ad un modello interpretativo sulle caratteristiche del mosaico e sul suo stato di conservazione.

Rilievo, modellazione tridimensionale e prototipazione rapida per lo studio e la conservazione di lacerti musivi: applicazioni ad un mosaico inedito di Nespoli.

DE CRESCENZIO, FRANCESCA;FANTINI, MASSIMILIANO;VERNIA, BARBARA
2007

Abstract

Il lacerto musivo analizzato in questo lavoro è attualmente conservato presso il magazzino del Comune di Civitella di Romagna località situata nella Valle del Bidente presso Forlì. Su richiesta dell’amministrazione comunale, le diverse competenze afferenti al laboratorio di Archeoingegneria della Seconda Facoltà di Ingegneria di Bologna (sede di Forlì) sono state coinvolte per studiare il frammento al fine di meglio conservarlo e valorizzarlo. Ne è nato un progetto di ricerca che, partendo dalla conoscenza storico-archeologica del mosaico, ha previsto un accurato studio del frammento, che è stato indagato impiegando alcune tecniche di indagine non distruttive1. In primo luogo si è proceduto con un rilievo fotografico della superficie musiva, sia nella banda del visibile sia nel vicino IR. Successivamente, sono state applicate varie metodologie di indagine non distruttive, quali Ingegneria Inversa e Prototipazione Rapida, primariamente impiegate in ambito industriale, ma, come sempre più spesso accade, utilizzate con successo anche nel campo della conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali.In seguito, l’elaborazione dei risultati delle singole indagini e la loro integrazione hanno portato ad un modello interpretativo sulle caratteristiche del mosaico e sul suo stato di conservazione.
XIII COLLOQUIO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LO STUDIO E LA CONSERVAZIONE DEL MOSAICO
421
429
De Crescenzio F.; Fantini M.; Vernia B.
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