L’efficacia dell’omeopatia è tuttora oggetto di acceso dibattito (1-3) e, nonostante le numerose ipotesi formulate (4-9), il suo meccanismo d’azione non è ancora stato totalmente chiarito e non esiste una teoria comunemente accettata. Situazione analoga si riscontra per quanto riguarda gli effetti biologici dei campi elettromagnetici di bassa intensità e frequenza. Tali effetti, che dipendono in modo complesso dalla intensità e frequenza del campo magnetico e dalla durata del trattamento (10), sono stati ampiamente studiati sull’uomo e sugli animali e, negli ultimi anni e in misura sicuramente minore, sulle piante (11). Anche in questo caso sono state formulate numerose ipotesi per spiegare l’interazione di tali campi con il bio-oggetto (12-14), ma finora non si hanno risposte certe. Omeopatia ed elettromagnetismo potrebbero essere interpretate, alla luce del relativamente recente paradigma fisico quanto-elettrodinamico, come due facce della stessa moneta spendibile per soddisfare, in chiave sia teorica che sperimentale, le esigenze di complesse dinamiche biologiche in cerca di una propria riconoscibile e specifica identità. Una migliore comprensione del meccanismo d’azione sia dei medicinali omeopatici che dei campi elettromagnetici deboli potrebbe essere raggiunta grazie all’uso di modelli in vitro e in vivo nei quali la correlazione trattamento/effetto è più diretta e quindi più facilmente interpretabile (15). Tra questi, i modelli vegetali presentano numerosi vantaggi come l’assenza di effetto placebo e di problemi etici, l’impiego di materiale biologico economico e pressoché inesauribile, la possibilità di condurre un elevato numero di prove in tempi ragionevolmente brevi e di poter quindi disporre di un’ampia base di dati per un’approfondita analisi statistica (16). Scopo della nostra ricerca è: i) fornire un contributo sperimentale per la valutazione degli effetti biologici delle alte diluizioni omeopatiche e di trattamenti elettromagnetici, mediante esperimenti standardizzati basati su modelli vegetali; ii) identificare un’eventuale similarità tra gli effetti biologici della potentizzazione omeopatica e dell’esposizione elettromagnetica. Bibliografia 1. Shang A. et Al. Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy. The Lancet, 2005; 366(9487): 726-732 2. Bellavite P. et Al. Homeopathy and placebo. Homeopathy, 2006; 95(1): 51 3. Frass M. et Al. Asymmetry in The Lancet meta-analysis. Homeopathy, 2006; 95(1): 52-53 4. Zacharias CR. Physical research in dynamized systems. Medical Hypotheses, 2002; 58: 523-526. 5. Hyland M.E. et Al. Oscillatory effects in a homeopathic clinical trial: an explanation using complexity theory, and implications for clinical practice. British Homeopathic Journal, 2002; 9: 145-149 6. Bellavite P. Complexity science and homeopathy: a synthetic overview. Homeopathy, 2003; 92(4): 203-212 7. Roy R. et Al. The structure of liquid water; Novel insights from materials research; Potential relevance to homeopathy. Materials Research Innovations, 2005; 9(4): 98-103 8. Elia V. et Al. The “Memory of Water”: an almost deciphered enigma. Dissipative structures in extremely dilute aqueous solutions. Homeopathy, 2007; 96, 163-169 9. Nani D.et Al. Role of variability in evaluating ultra high dilution effects: considerations based on plant model experiments. Forschende Komplementarmedizin, 2007; 14: DOI: 10.1159/000108281 10. Ruzic R.et Al. Weak magnetic field decreases heat stress in cress seedlings. Electromagnetic Biology and Medicine, 2002; 21: 69-80 11. Galland P. et Al. Magnetoreception in plants. Journal of Plant Research, 2005; 118:371-389. 12. Goldworthy A. et Al. Biological effects of physically conditioned water. Water Research, 1999; 33: 1618-1626 13. Lobyshev V. I. Water is a sensor to weak forces including electromagnetic fields of low intensity. Electromagnetic Biology and Medicine, 2005; 24:...

Effetto di sostanze in diluizioni omeopatiche e di campi elettromagnetici deboli in modelli vegetali

BETTI, LUCIETTA;TREBBI, GRAZIA;BRIZZI, MAURIZIO;
2007

Abstract

L’efficacia dell’omeopatia è tuttora oggetto di acceso dibattito (1-3) e, nonostante le numerose ipotesi formulate (4-9), il suo meccanismo d’azione non è ancora stato totalmente chiarito e non esiste una teoria comunemente accettata. Situazione analoga si riscontra per quanto riguarda gli effetti biologici dei campi elettromagnetici di bassa intensità e frequenza. Tali effetti, che dipendono in modo complesso dalla intensità e frequenza del campo magnetico e dalla durata del trattamento (10), sono stati ampiamente studiati sull’uomo e sugli animali e, negli ultimi anni e in misura sicuramente minore, sulle piante (11). Anche in questo caso sono state formulate numerose ipotesi per spiegare l’interazione di tali campi con il bio-oggetto (12-14), ma finora non si hanno risposte certe. Omeopatia ed elettromagnetismo potrebbero essere interpretate, alla luce del relativamente recente paradigma fisico quanto-elettrodinamico, come due facce della stessa moneta spendibile per soddisfare, in chiave sia teorica che sperimentale, le esigenze di complesse dinamiche biologiche in cerca di una propria riconoscibile e specifica identità. Una migliore comprensione del meccanismo d’azione sia dei medicinali omeopatici che dei campi elettromagnetici deboli potrebbe essere raggiunta grazie all’uso di modelli in vitro e in vivo nei quali la correlazione trattamento/effetto è più diretta e quindi più facilmente interpretabile (15). Tra questi, i modelli vegetali presentano numerosi vantaggi come l’assenza di effetto placebo e di problemi etici, l’impiego di materiale biologico economico e pressoché inesauribile, la possibilità di condurre un elevato numero di prove in tempi ragionevolmente brevi e di poter quindi disporre di un’ampia base di dati per un’approfondita analisi statistica (16). Scopo della nostra ricerca è: i) fornire un contributo sperimentale per la valutazione degli effetti biologici delle alte diluizioni omeopatiche e di trattamenti elettromagnetici, mediante esperimenti standardizzati basati su modelli vegetali; ii) identificare un’eventuale similarità tra gli effetti biologici della potentizzazione omeopatica e dell’esposizione elettromagnetica. Bibliografia 1. Shang A. et Al. Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy. The Lancet, 2005; 366(9487): 726-732 2. Bellavite P. et Al. Homeopathy and placebo. Homeopathy, 2006; 95(1): 51 3. Frass M. et Al. Asymmetry in The Lancet meta-analysis. Homeopathy, 2006; 95(1): 52-53 4. Zacharias CR. Physical research in dynamized systems. Medical Hypotheses, 2002; 58: 523-526. 5. Hyland M.E. et Al. Oscillatory effects in a homeopathic clinical trial: an explanation using complexity theory, and implications for clinical practice. British Homeopathic Journal, 2002; 9: 145-149 6. Bellavite P. Complexity science and homeopathy: a synthetic overview. Homeopathy, 2003; 92(4): 203-212 7. Roy R. et Al. The structure of liquid water; Novel insights from materials research; Potential relevance to homeopathy. Materials Research Innovations, 2005; 9(4): 98-103 8. Elia V. et Al. The “Memory of Water”: an almost deciphered enigma. Dissipative structures in extremely dilute aqueous solutions. Homeopathy, 2007; 96, 163-169 9. Nani D.et Al. Role of variability in evaluating ultra high dilution effects: considerations based on plant model experiments. Forschende Komplementarmedizin, 2007; 14: DOI: 10.1159/000108281 10. Ruzic R.et Al. Weak magnetic field decreases heat stress in cress seedlings. Electromagnetic Biology and Medicine, 2002; 21: 69-80 11. Galland P. et Al. Magnetoreception in plants. Journal of Plant Research, 2005; 118:371-389. 12. Goldworthy A. et Al. Biological effects of physically conditioned water. Water Research, 1999; 33: 1618-1626 13. Lobyshev V. I. Water is a sensor to weak forces including electromagnetic fields of low intensity. Electromagnetic Biology and Medicine, 2005; 24:...
Biologia e biofisica della alte diluizioni. Una base scientifica per l'omeopatia
1
6
Betti L. ;Trebbi G.; Brizzi M.; Nani D.; Borghini F.
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