Nel contributo si fa una rassegna delle modalità di rappresentazione del corpo nella cultura russo-sovietica a partire dalla Rivoluzione d’Ottobre per giungere agli anni successivi alla dissoluzione dell’URSS. Si prendono in esame testi visivi e letterari. Si parte dai manifesti di propaganda e dalle opere di artisti ufficiali come Vera Muchina nei vent’anni successivi alla Rivoluzione per poi passare a quelle degli artisti non conformisti, come Neizvestnyj e Jankilevskij, che dagli anni Sessanta cominciarono ad organizzare mostre alternative ai circuiti ufficiali, raffigurando il corpo umano con modalità antitetiche rispetto ai canoni vigenti. Si procede poi ad un parallelo con la produzione letteraria della scrittrice Ljudmila Petruševskaja, coetanea degli artisti non conformisti, che sviluppa un discorso analogo nei suoi racconti e nelle sue pièces teatrali. Si passa infine ad un’artista contemporanea, Irina Nakhova, che negli ultimi venti-trenta anni ha sviluppato ulteriormente la decostruzione del modello di corporeità dominante in epoca sovietica.

Metamorfosi del corpo nella cultura (post)sovietica

IMPOSTI, GABRIELLA ELINA
2014

Abstract

Nel contributo si fa una rassegna delle modalità di rappresentazione del corpo nella cultura russo-sovietica a partire dalla Rivoluzione d’Ottobre per giungere agli anni successivi alla dissoluzione dell’URSS. Si prendono in esame testi visivi e letterari. Si parte dai manifesti di propaganda e dalle opere di artisti ufficiali come Vera Muchina nei vent’anni successivi alla Rivoluzione per poi passare a quelle degli artisti non conformisti, come Neizvestnyj e Jankilevskij, che dagli anni Sessanta cominciarono ad organizzare mostre alternative ai circuiti ufficiali, raffigurando il corpo umano con modalità antitetiche rispetto ai canoni vigenti. Si procede poi ad un parallelo con la produzione letteraria della scrittrice Ljudmila Petruševskaja, coetanea degli artisti non conformisti, che sviluppa un discorso analogo nei suoi racconti e nelle sue pièces teatrali. Si passa infine ad un’artista contemporanea, Irina Nakhova, che negli ultimi venti-trenta anni ha sviluppato ulteriormente la decostruzione del modello di corporeità dominante in epoca sovietica.
G.E. IMPOSTI
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/508970
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