L’articolo produce alcune importanti attribuzioni al più importante pittore della primissima generazione pittorica bolognese, vale a dire il cosiddetto Pseudo Jacopino, o meglio a quella personalità sottratta al catalogo dello Pseudo Jacopino dallo stesso autore dell’articolo in interventi precedenti, denominata Maestro dei Polittici di Bologna. Ad esso sono aggiunte opere come la Madonna col Bambino oggi presso le Collezioni comunali d’arte, un importante tavola con Crocifissione, Santi e san Michele Arcangelo la cui foto è stata reperita presso la Fototeca di Federico Zeri, ma soprattutto un ciclo di dipinti murali recentemento apparso sotto uno scialbo presso l’abside minore della chiesa di san Giacomo maggiore a Bologna. I pochi lacerti dell’importante ciclo rimandano alla storia del Volto Santo, non altrimenti nota in altre raffigurazioni trecentesche a Bologna, e appaiono di straordinaria importanza poiché gli studi qui pubblicati sulle fase costruttive della chiesa e sulla collocazione dei dipinti conducono ad affermare una data di riferimento di notevole importanza per poter finalmente assestare cronologicamente almeno la fase terminale dell’operato del pittore intorno al 1339.

Aggiunte al "Maestro dei polittici di bologna"

VOLPE, ALESSANDRO
2007

Abstract

L’articolo produce alcune importanti attribuzioni al più importante pittore della primissima generazione pittorica bolognese, vale a dire il cosiddetto Pseudo Jacopino, o meglio a quella personalità sottratta al catalogo dello Pseudo Jacopino dallo stesso autore dell’articolo in interventi precedenti, denominata Maestro dei Polittici di Bologna. Ad esso sono aggiunte opere come la Madonna col Bambino oggi presso le Collezioni comunali d’arte, un importante tavola con Crocifissione, Santi e san Michele Arcangelo la cui foto è stata reperita presso la Fototeca di Federico Zeri, ma soprattutto un ciclo di dipinti murali recentemento apparso sotto uno scialbo presso l’abside minore della chiesa di san Giacomo maggiore a Bologna. I pochi lacerti dell’importante ciclo rimandano alla storia del Volto Santo, non altrimenti nota in altre raffigurazioni trecentesche a Bologna, e appaiono di straordinaria importanza poiché gli studi qui pubblicati sulle fase costruttive della chiesa e sulla collocazione dei dipinti conducono ad affermare una data di riferimento di notevole importanza per poter finalmente assestare cronologicamente almeno la fase terminale dell’operato del pittore intorno al 1339.
A. Volpe
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