La prevalenza del dolore, sia nell’ambito ospedaliero che in quello extra-ospedaliero, è ingiustificatamente elevata. Il dolore e la sofferenza sono trascurati, sottostimati e/o maltrattati dalla classe medica nonostante quest’ultima possegga gli strumenti adeguati per lenire il dolore in 90% dei pazienti. (Zech DHJ 1995). Questa condizione è ascrivibile, in primis, alle manchevolezze degli operatori sanitari e della classe medica in particolare. È noto che negli ospedali il dolore viene considerato inevitabile e che il suo controllo non costituisca una priorità. Spesso prevale negli operatori, un atteggiamento fatalistico verso il dolore. Secondo molti, il dolore fa parte integrante della malattia e come tale rientra nel quotidiano e perde di visibilità. Molti professionisti, carenti di una conoscenza adeguata nel riconoscere e quantificare il dolore, sono riluttanti verso l’uso di analgesici di qualità e di dosaggio idonei. Inoltre, dato l’errato presupposto che la medicina deve guarire le malattie e non i sintomi, il sollievo dal dolore e dalla sofferenza sono considerati di priorità secondaria. Tale atteggiamento da parte degli operatori condiziona anche i pazienti che si astengono dal riferire la propria sofferenza. L’inadeguato controllo del dolore, oltre ad essere un fenomeno trasversale che interessa tutte le branche mediche, ha una portata mondiale. Infatti, nel 1992 fu avviato un progetto canadese, finalizzato a modificare attitudini e comportamenti sia degli operatori sanitari che dei malati ricoverati nei nosocomi. Tale progetto, denominato ”verso un ospedale senza dolore” ed appoggiato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato adottato da vari paesi. Anche il Ministero Italiano della Sanità ha istituito nel Settembre 2000 una Commissione di Studio “Ospedale senza dolore” le cui linee-guida sono state approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 24 Maggio 2001 e pubblicate sulla G.U. il 29 Giugno 2001. Le proposte di modelli di principio e di linee guida però, non possono esimere le singole strutture sanitarie, e soprattutto quelle universitarie, dall’analisi delle proprie condizioni di partenza in tema del dolore. Infatti, gli interventi mirati, atti a contrastare l’inadeguato trattamento del dolore, non possono prescindere da un’iniziale quantificazione, caratterizzazione ed esame delle cause del fenomeno. A tal proposito è stato disegnato, presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche ed Anestesiologiche della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, un progetto di ricerca dal titolo: “Il trattamento del dolore nella pratica medica ospedaliera, male curabile. Quantificazione, analisi delle cause e proposte di risoluzione del fenomeno”. Il primo obiettivo del progetto, la quantificazione della prevalenza del dolore in ospedale, è stato implementato attraverso un’indagine trasversale presso l’ospedale universitario “Azienda Universitario-Ospedaliera di Bologna”. L’indagine ha coinvolto oltre 1000 pazienti (da 6 a 99 anni d’età) ricoverati, da almeno 24 ore, in 57 reparti ospedalieri. Nella giornata indice, i pazienti hanno riferito l’intensità del dolore da loro percepito al momento dell’intervista e quella del peggior dolore percepito nelle 24 ore precedenti. Parallelamente sono state raccolte informazioni sulla durata del dolore e del ricovero, il trattamento antalgico applicato, l’età, il sesso e lo stato civile dei pazienti. I risultati di questa indagine sono stati recentemente pubblicati in una rivista specialistica internazionale (Melotti et al. 2005). Tra i principali risultati figura la conferma che la prevalenza del dolore in un nosocomio universitario è un fenomeno reale. Infatti, il 38% dei pazienti arruolati nello studio accusava dolore e il 25% dei pazienti lamentava dolore da moderato a severo. La prevalenza di alti livelli di dolore era particolarmente elevata (~60%) nei reparti di radioterapia, ostetricia e chirurgia. Le donne, i giovani adulti ed i pazienti ...

Il dolore e la formazione universitaria / GF Di Nino; RM. Melotti; BG Samolsky Dekel; F. Carosi. - STAMPA. - (2006), pp. 9-10. (Intervento presentato al convegno III Congresso Nazionale di Clinica Psicologica. tenutosi a Bologna nel 3-4 Novembre 2006).

Il dolore e la formazione universitaria.

DI NINO, GIANFRANCO;MELOTTI, RITA MARIA;SAMOLSKY DEKEL, BOAZ GEDALIAHU;CAROSI, FRANCESCA
2006

Abstract

La prevalenza del dolore, sia nell’ambito ospedaliero che in quello extra-ospedaliero, è ingiustificatamente elevata. Il dolore e la sofferenza sono trascurati, sottostimati e/o maltrattati dalla classe medica nonostante quest’ultima possegga gli strumenti adeguati per lenire il dolore in 90% dei pazienti. (Zech DHJ 1995). Questa condizione è ascrivibile, in primis, alle manchevolezze degli operatori sanitari e della classe medica in particolare. È noto che negli ospedali il dolore viene considerato inevitabile e che il suo controllo non costituisca una priorità. Spesso prevale negli operatori, un atteggiamento fatalistico verso il dolore. Secondo molti, il dolore fa parte integrante della malattia e come tale rientra nel quotidiano e perde di visibilità. Molti professionisti, carenti di una conoscenza adeguata nel riconoscere e quantificare il dolore, sono riluttanti verso l’uso di analgesici di qualità e di dosaggio idonei. Inoltre, dato l’errato presupposto che la medicina deve guarire le malattie e non i sintomi, il sollievo dal dolore e dalla sofferenza sono considerati di priorità secondaria. Tale atteggiamento da parte degli operatori condiziona anche i pazienti che si astengono dal riferire la propria sofferenza. L’inadeguato controllo del dolore, oltre ad essere un fenomeno trasversale che interessa tutte le branche mediche, ha una portata mondiale. Infatti, nel 1992 fu avviato un progetto canadese, finalizzato a modificare attitudini e comportamenti sia degli operatori sanitari che dei malati ricoverati nei nosocomi. Tale progetto, denominato ”verso un ospedale senza dolore” ed appoggiato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato adottato da vari paesi. Anche il Ministero Italiano della Sanità ha istituito nel Settembre 2000 una Commissione di Studio “Ospedale senza dolore” le cui linee-guida sono state approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 24 Maggio 2001 e pubblicate sulla G.U. il 29 Giugno 2001. Le proposte di modelli di principio e di linee guida però, non possono esimere le singole strutture sanitarie, e soprattutto quelle universitarie, dall’analisi delle proprie condizioni di partenza in tema del dolore. Infatti, gli interventi mirati, atti a contrastare l’inadeguato trattamento del dolore, non possono prescindere da un’iniziale quantificazione, caratterizzazione ed esame delle cause del fenomeno. A tal proposito è stato disegnato, presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche ed Anestesiologiche della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, un progetto di ricerca dal titolo: “Il trattamento del dolore nella pratica medica ospedaliera, male curabile. Quantificazione, analisi delle cause e proposte di risoluzione del fenomeno”. Il primo obiettivo del progetto, la quantificazione della prevalenza del dolore in ospedale, è stato implementato attraverso un’indagine trasversale presso l’ospedale universitario “Azienda Universitario-Ospedaliera di Bologna”. L’indagine ha coinvolto oltre 1000 pazienti (da 6 a 99 anni d’età) ricoverati, da almeno 24 ore, in 57 reparti ospedalieri. Nella giornata indice, i pazienti hanno riferito l’intensità del dolore da loro percepito al momento dell’intervista e quella del peggior dolore percepito nelle 24 ore precedenti. Parallelamente sono state raccolte informazioni sulla durata del dolore e del ricovero, il trattamento antalgico applicato, l’età, il sesso e lo stato civile dei pazienti. I risultati di questa indagine sono stati recentemente pubblicati in una rivista specialistica internazionale (Melotti et al. 2005). Tra i principali risultati figura la conferma che la prevalenza del dolore in un nosocomio universitario è un fenomeno reale. Infatti, il 38% dei pazienti arruolati nello studio accusava dolore e il 25% dei pazienti lamentava dolore da moderato a severo. La prevalenza di alti livelli di dolore era particolarmente elevata (~60%) nei reparti di radioterapia, ostetricia e chirurgia. Le donne, i giovani adulti ed i pazienti ...
2006
L’esperienza del dolore nella pratica sanitaria, tra psiche e corpo. III Congresso Nazionale di Clinica Psicologica. Bologna 3-4 Novembre 2006
9
10
Il dolore e la formazione universitaria / GF Di Nino; RM. Melotti; BG Samolsky Dekel; F. Carosi. - STAMPA. - (2006), pp. 9-10. (Intervento presentato al convegno III Congresso Nazionale di Clinica Psicologica. tenutosi a Bologna nel 3-4 Novembre 2006).
GF Di Nino; RM. Melotti; BG Samolsky Dekel; F. Carosi
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/43829
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact