Il lavoro temporaneo e la necessità di essere flessibili e adattabili sono condizioni che spesso vengono associate al tema dell’ingresso nel mondo del lavoro da parte dei giovani. Certo è che le forme di contratto di lavoro a tempo determinato sono sempre più diffuse, e lo sono in modo particolare tra la fascia di popolazione attiva più giovane. Il senso comune e il dibattito scientifico hanno messo in luce le potenziali conseguenze negative, anche dal punto di vista psicosociale, di tale condizione. Nello specifico, la relazione tra tipo di contratto di lavoro (permanente o temporaneo) e insicurezza lavorativa è stata indagata da numerose ricerche, ma i risultati emersi non sono univoci. Il presente studio intende verificare se il genere e l’occupabilità personale, intesa come capacità proattiva di adattamento che consente il continuo mantenimento, l’acquisizione e la creazione di lavoro attraverso l’uso ottimale delle proprie competenze, svolgano una funzione di mediazione o moderazione tra tipo di contratto e insicurezza lavorativa quantitativa (ovvero la percezione della minaccia di perdere l’incarico lavorativo) e qualitativa (ovvero la percezione del rischio di dover rinunciare ad alcune caratteristiche positive del proprio lavoro). Il questionario è stato compilato da 102 giovani lavoratori (44% maschi, 56% femmine) di età compresa tra 20 e 34 anni. Il 44% ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il 56% un contratto a tempo determinato. I risultati mostrano che il contratto di lavoro temporaneo aumenta la percezione di insicurezza lavorativa qualitativa di tutti i rispondenti mentre ha effetti sulla percezione di insicurezza lavorativa quantitativa solo per le donne. Rispetto al ruolo dell’occupabilità, si evidenzia un effetto diretto negativo della dimensione di expertise professionale sulla percezione di insicurezza lavorativa quantitativa e delle dimensioni di anticipazione e equilibrio sulla percezione di insicurezza lavorativa qualitativa. Lo studio conferma come la percezione di insicurezza lavorativa venga influenzata, oltre che da fattori contestuali come il tipo di contratto, anche da dimensioni personali come quelle riconducibili al costrutto di occupabilità. Studi longitudinali sono auspicabili per comprendere meglio le dinamiche attraverso le quali condizioni di contesto e personali si influenzano a vicenda. Dal punto di vista applicativo, i risultati incoraggiano forme di intervento volte a sostenere lo sviluppo delle dimensioni di occupabilità personale.

Tipo di contratto e insicurezza lavorativa nei giovani: l’occupabilità personale può fare la differenza? / Chiesa R.; Guglielmi D.. - ELETTRONICO. - (2013), pp. 36-36. (Intervento presentato al convegno XIII Congresso SIO - Società Italiana per l'Orientamento-Orientamento alla Scelta:Ricerche, Formazione, Applicazioni tenutosi a Milano nel 21-23 Febbraio 2013).

Tipo di contratto e insicurezza lavorativa nei giovani: l’occupabilità personale può fare la differenza?

CHIESA, RITA;GUGLIELMI, DINA
2013

Abstract

Il lavoro temporaneo e la necessità di essere flessibili e adattabili sono condizioni che spesso vengono associate al tema dell’ingresso nel mondo del lavoro da parte dei giovani. Certo è che le forme di contratto di lavoro a tempo determinato sono sempre più diffuse, e lo sono in modo particolare tra la fascia di popolazione attiva più giovane. Il senso comune e il dibattito scientifico hanno messo in luce le potenziali conseguenze negative, anche dal punto di vista psicosociale, di tale condizione. Nello specifico, la relazione tra tipo di contratto di lavoro (permanente o temporaneo) e insicurezza lavorativa è stata indagata da numerose ricerche, ma i risultati emersi non sono univoci. Il presente studio intende verificare se il genere e l’occupabilità personale, intesa come capacità proattiva di adattamento che consente il continuo mantenimento, l’acquisizione e la creazione di lavoro attraverso l’uso ottimale delle proprie competenze, svolgano una funzione di mediazione o moderazione tra tipo di contratto e insicurezza lavorativa quantitativa (ovvero la percezione della minaccia di perdere l’incarico lavorativo) e qualitativa (ovvero la percezione del rischio di dover rinunciare ad alcune caratteristiche positive del proprio lavoro). Il questionario è stato compilato da 102 giovani lavoratori (44% maschi, 56% femmine) di età compresa tra 20 e 34 anni. Il 44% ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il 56% un contratto a tempo determinato. I risultati mostrano che il contratto di lavoro temporaneo aumenta la percezione di insicurezza lavorativa qualitativa di tutti i rispondenti mentre ha effetti sulla percezione di insicurezza lavorativa quantitativa solo per le donne. Rispetto al ruolo dell’occupabilità, si evidenzia un effetto diretto negativo della dimensione di expertise professionale sulla percezione di insicurezza lavorativa quantitativa e delle dimensioni di anticipazione e equilibrio sulla percezione di insicurezza lavorativa qualitativa. Lo studio conferma come la percezione di insicurezza lavorativa venga influenzata, oltre che da fattori contestuali come il tipo di contratto, anche da dimensioni personali come quelle riconducibili al costrutto di occupabilità. Studi longitudinali sono auspicabili per comprendere meglio le dinamiche attraverso le quali condizioni di contesto e personali si influenzano a vicenda. Dal punto di vista applicativo, i risultati incoraggiano forme di intervento volte a sostenere lo sviluppo delle dimensioni di occupabilità personale.
2013
XIII Congresso Nazionale Orientamento alla Scelta:Ricerche, Formazione, Applicazioni
36
36
Tipo di contratto e insicurezza lavorativa nei giovani: l’occupabilità personale può fare la differenza? / Chiesa R.; Guglielmi D.. - ELETTRONICO. - (2013), pp. 36-36. (Intervento presentato al convegno XIII Congresso SIO - Società Italiana per l'Orientamento-Orientamento alla Scelta:Ricerche, Formazione, Applicazioni tenutosi a Milano nel 21-23 Febbraio 2013).
Chiesa R.; Guglielmi D.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/399407
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