Il saggio esamina i termini del rapporto tra l'ordinamento costituzionale interno e la Cedu e le fonti dell'Unione europea. Una parte della riflessione è orientata all’analisi dei rapporti tra Cedu e ordinamento interno sotto il profilo della sistematica delle fonti. La ricostruzione delle relazioni tra materiali normativi di provenienza nazionale e internazionale è avvenuta in via pretoria. I singoli tasselli di tale rapporto sono, quindi, analizzati alla luce delle indicazioni provenienti dalle giurisdizioni interne (costituzionale, ordinaria, amministrativa) e sono inscritti all’interno del contesto costituzionale. Sono, inoltre, posti a confronto con le soluzioni sperimentate in tema di rapporti tra ordinamento interno e ordinamento dell’Unione europea, al fine di verificare se le basi giuridiche su cui riposano le differenze istituite dalla Corte costituzionale mantengano la propria solidità anche a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona sembra infatti avere aggiunto problematicità, e quindi interesse, alle già complesse dinamiche interordinamentali che collegano Strasburgo, Lussemburgo ed i giudici costituzionali e comuni degli Stati membri. L’altro profilo di indagine affrontato è quello relativo al valore della giurisprudenza di Strasburgo e di Lussemburgo nell’ambito dei processi interpretativi interni.

Cedu e diritto dell’Unione europea nei rapporti con l’ordinamento costituzionale interno. Parallelismi e asimmetrie alla luce della più recente giurisprudenza costituzionale

POLACCHINI, FRANCESCA
2010

Abstract

Il saggio esamina i termini del rapporto tra l'ordinamento costituzionale interno e la Cedu e le fonti dell'Unione europea. Una parte della riflessione è orientata all’analisi dei rapporti tra Cedu e ordinamento interno sotto il profilo della sistematica delle fonti. La ricostruzione delle relazioni tra materiali normativi di provenienza nazionale e internazionale è avvenuta in via pretoria. I singoli tasselli di tale rapporto sono, quindi, analizzati alla luce delle indicazioni provenienti dalle giurisdizioni interne (costituzionale, ordinaria, amministrativa) e sono inscritti all’interno del contesto costituzionale. Sono, inoltre, posti a confronto con le soluzioni sperimentate in tema di rapporti tra ordinamento interno e ordinamento dell’Unione europea, al fine di verificare se le basi giuridiche su cui riposano le differenze istituite dalla Corte costituzionale mantengano la propria solidità anche a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona sembra infatti avere aggiunto problematicità, e quindi interesse, alle già complesse dinamiche interordinamentali che collegano Strasburgo, Lussemburgo ed i giudici costituzionali e comuni degli Stati membri. L’altro profilo di indagine affrontato è quello relativo al valore della giurisprudenza di Strasburgo e di Lussemburgo nell’ambito dei processi interpretativi interni.
Francesca Polacchini
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