Emocomponenti ad uso topico nel trattamento di difetti epiteliali corneali persistenti Un epiteliale corneale normale è il primo pre-requisito per la qualità della visione ed un danno, soprattutto nella porzione centrale, compromette l’intero sistema. I difetti epiteliali minori riparano dall’epitelio adiacente e si chiudono per migrazione ad una velocità di circa 1,5 mm2/ora. Danni più estesi richiedono processi complessi e sono favoriti da fattori di crescita specifici, presenti nelle lacrime umane, in particolare l’Epidermal Growth Factor (EGF), l’acido retinoico, il Nerve Growth Factor (NGF), il Trasforming Growth Factor-beta (TGF-β) (2-4). Alla base di questo, sta il razionale della terapia mediante somministrazione di prodotti preparati a partire dal sangue del paziente (emocomponenti autologhi) o da donatore (allogenici) utilizzati ad uso topico, quali sostituti biologici lacrimali privi di conservanti ed antigenicità, nel trattamento delle cheratopatie severe. Meriterebbero un trattazione a parte l’utilizzo della membrana amniotica, forse il più noto emoderivato utilizzato in oftalmologia, e della colla di fibrina, emoderivato assorbibile che agisce come un tessuto adesivo biologico e sostituisce i punti di sutura. Entrambi i prodotti si configurano come emoderivati ed esulano dal tema del presente report che è incentrato sugli emocomponenti . A tutt’oggi gli emocomponenti utilizzati in oftalmologia sono rappresentati dal siero, dal plasma ricco di piastrine e dal lisato piastrinico.
Versura P, Giannaccare G, Campos EC (2011). Emocomponenti ad uso topico nel trattamento di difetti epiteliali corneali persistenti. EYE DOCTOR, 4, 8-9.
Emocomponenti ad uso topico nel trattamento di difetti epiteliali corneali persistenti
VERSURA, PIERA;GIANNACCARE, GIUSEPPE;CAMPOS, EMILIO
2011
Abstract
Emocomponenti ad uso topico nel trattamento di difetti epiteliali corneali persistenti Un epiteliale corneale normale è il primo pre-requisito per la qualità della visione ed un danno, soprattutto nella porzione centrale, compromette l’intero sistema. I difetti epiteliali minori riparano dall’epitelio adiacente e si chiudono per migrazione ad una velocità di circa 1,5 mm2/ora. Danni più estesi richiedono processi complessi e sono favoriti da fattori di crescita specifici, presenti nelle lacrime umane, in particolare l’Epidermal Growth Factor (EGF), l’acido retinoico, il Nerve Growth Factor (NGF), il Trasforming Growth Factor-beta (TGF-β) (2-4). Alla base di questo, sta il razionale della terapia mediante somministrazione di prodotti preparati a partire dal sangue del paziente (emocomponenti autologhi) o da donatore (allogenici) utilizzati ad uso topico, quali sostituti biologici lacrimali privi di conservanti ed antigenicità, nel trattamento delle cheratopatie severe. Meriterebbero un trattazione a parte l’utilizzo della membrana amniotica, forse il più noto emoderivato utilizzato in oftalmologia, e della colla di fibrina, emoderivato assorbibile che agisce come un tessuto adesivo biologico e sostituisce i punti di sutura. Entrambi i prodotti si configurano come emoderivati ed esulano dal tema del presente report che è incentrato sugli emocomponenti . A tutt’oggi gli emocomponenti utilizzati in oftalmologia sono rappresentati dal siero, dal plasma ricco di piastrine e dal lisato piastrinico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.