La problematica che costituisce l’oggetto di questo studio, collegata alla dibattuta questione dello svolgimento da parte degli enti non profit di attività economiche di impresa, è relativa alla possibilità di applicare la disciplina antitrust agli enti non profit, qualora essi agiscano su uno stesso mercato in concorrenza con enti for profit: infatti, è da sottolineare che la disciplina sulla concorrenza, né a livello comunitario, né a livello nazionale prevede espressamente l’applicazione delle sue norme agli enti non profit. Il presente studio analizza, proprio in ragione del crescente sviluppo del Terzo settore, la disciplina giuridica che regola l’attività degli enti non profit, al fine di verificare se essa rispetti, da un lato, la natura e le finalità non profit proprie di questi soggetti, dall’ altro lato, se essa non sia invece tale da collocarli in una posizione, per così dire, “privilegiata” rispetto agli altri operatori (for profit e settore pubblico) che tradizionalmente agiscono sul mercato. Per raggiungere tale risultato si prende dapprima ad esame il quadro normativo della materia delineandone i contenuti e le relative problematiche (soprattutto quelle connesse all’esercizio dell’attività di impresa da parte di un ente non profit); in secondo luogo si esaminano alcune decisioni giurisprudenziali della Corte di Giustizia europea che riconducono il concetto dell’attività di impresa, valevole ai fini dell’applicazione del diritto comunitario antitrust, all’attività dell’ente non profit, al fine di mettere in luce la forte dimensione produttiva ed imprenditoriale assunta da questi soggetti nel tempo, in quanto rende necessario prevedere che le regole sulla concorrenza che valgono per gli enti for profit, valgano anche per gli enti non profit; in terzo luogo l’esame si concentra su alcune pronunce dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che presentano punti in comune con l’orientamento del Giudice comunitario. Infine si analizzano alcune decisioni della giurisprudenza amministrativa nazionale con specifico riferimento alla partecipazione di organizzazioni di volontariato a gare pubbliche per l’affidamento dei servizi in regime di concorrenza con realtà associative di diversa natura, con lo scopo di evidenziare la problematica di una possibile, ed in molti casi “implicita”, lesione del principio della concorrenza, inteso come principio ordinatore del mercato.

Enti non profit, attività di impresa e concorrenza

GOLINO, CLAUDIA
2006

Abstract

La problematica che costituisce l’oggetto di questo studio, collegata alla dibattuta questione dello svolgimento da parte degli enti non profit di attività economiche di impresa, è relativa alla possibilità di applicare la disciplina antitrust agli enti non profit, qualora essi agiscano su uno stesso mercato in concorrenza con enti for profit: infatti, è da sottolineare che la disciplina sulla concorrenza, né a livello comunitario, né a livello nazionale prevede espressamente l’applicazione delle sue norme agli enti non profit. Il presente studio analizza, proprio in ragione del crescente sviluppo del Terzo settore, la disciplina giuridica che regola l’attività degli enti non profit, al fine di verificare se essa rispetti, da un lato, la natura e le finalità non profit proprie di questi soggetti, dall’ altro lato, se essa non sia invece tale da collocarli in una posizione, per così dire, “privilegiata” rispetto agli altri operatori (for profit e settore pubblico) che tradizionalmente agiscono sul mercato. Per raggiungere tale risultato si prende dapprima ad esame il quadro normativo della materia delineandone i contenuti e le relative problematiche (soprattutto quelle connesse all’esercizio dell’attività di impresa da parte di un ente non profit); in secondo luogo si esaminano alcune decisioni giurisprudenziali della Corte di Giustizia europea che riconducono il concetto dell’attività di impresa, valevole ai fini dell’applicazione del diritto comunitario antitrust, all’attività dell’ente non profit, al fine di mettere in luce la forte dimensione produttiva ed imprenditoriale assunta da questi soggetti nel tempo, in quanto rende necessario prevedere che le regole sulla concorrenza che valgono per gli enti for profit, valgano anche per gli enti non profit; in terzo luogo l’esame si concentra su alcune pronunce dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che presentano punti in comune con l’orientamento del Giudice comunitario. Infine si analizzano alcune decisioni della giurisprudenza amministrativa nazionale con specifico riferimento alla partecipazione di organizzazioni di volontariato a gare pubbliche per l’affidamento dei servizi in regime di concorrenza con realtà associative di diversa natura, con lo scopo di evidenziare la problematica di una possibile, ed in molti casi “implicita”, lesione del principio della concorrenza, inteso come principio ordinatore del mercato.
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