Tra le tante piante erbacee che abbelliscono il nostro giardino in settembre, donando un tocco di colore porpora alle bordure, anche a quelle poste nei luoghi più assolati, vi è l’echinacea (Echinacea purpurea, sin. Rudbeckia purpurea), appartenente alla vasta famiglia delle Asteraceae. Il suo fiore si presenta come una grande margherita (anche 10 cm di diametro), retto da lunghi fusti fogliosi che ben si prestano al taglio. Per cui, oltre che in giardino, l’echinacea può faR bella mostra di sé anche in ampi vasi, all’interno della casa. Per chi ama saperne di più su questa pianta, ricordiamo che l’echinacea è inserita anche fra le più importanti specie medicinali per le numerose proprietà tipiche della radice (cicatrizzanti, antinfettive, normalizzanti della cute, ecc.). Recenti studi hanno anche evidenziato proprietà utili contro la leucemia ed i tumori, anche se è prematuro parlare di un suo possibile impiego oncoterapico. “Il Mosaico” La più diffusa e pericolosa malattia dell’echinacea è il “mosaico”, presente ovunque si coltivi questa specie. Con il termine di “mosaico” si indica un insieme di sintomi che coinvolgono tutta la parte epigea della pianta: fusto, foglie e fiori, compromettendone irrimediabilmente l’aspetto decorativo. Le foglie appaiono infatti bollose, deformi, con macchie e lineature clorotiche, verde cupo e/o giallo oro; i fiori sono piccoli, con petali leggermente deformi e dalle tinte più tenui del normale. Non più quindi colori smaglianti (rosso-porpora, rosso-cremisi, arancio, ecc.), ma pallidi e non uniformi. Anche la taglia della pianta è notevolmente ridotta rispetto ad una non affetta da mosaico. Il virus Quando si parla di “mosaico” si pensa subito ad un virus. Ed in effetti, responsabile della malattia è quello del mosaico del cetriolo (CMV), uno fra i più pericolosi e diffusi nelle piante ornamentali ed orticole. Infetta oltre 1000 specie, sia arbustive che arboree, spontanee e coltivate, ed è trasmesso da afidi. Questi piccoli insetti, quando si nutrono su di una pianta ospite di CMV, sporcano il proprio apparato boccale (gli stiletti) di succo vegetale contaminato e, spostandosi su di un altro individuo (ad esempio un’echianacea sana) inoculano il virus nei suoi tessuti. In poco tempo, un solo afide può visitare molte piante, e quindi diffondere la malattia rapidamente. Cosa fare? Se perciò le nostre echinacee mostrano i sintomi descritti (facilmente riconoscibili) è opportuno eliminarle al più presto dal giardino. Solo così possiamo contrastare la diffusione di questo virus evitando spiacevoli sorprese anche sulle altre specie limitrofe (zinnie, gladioli, viole, impatiens, pelargoni, albero delle farfalle, ecc.).
M.G.Bellardi (2006). Il mosaico dell’Echinacea. GIARDINI, 221, 73-73.
Il mosaico dell’Echinacea
BELLARDI, MARIA GRAZIA
2006
Abstract
Tra le tante piante erbacee che abbelliscono il nostro giardino in settembre, donando un tocco di colore porpora alle bordure, anche a quelle poste nei luoghi più assolati, vi è l’echinacea (Echinacea purpurea, sin. Rudbeckia purpurea), appartenente alla vasta famiglia delle Asteraceae. Il suo fiore si presenta come una grande margherita (anche 10 cm di diametro), retto da lunghi fusti fogliosi che ben si prestano al taglio. Per cui, oltre che in giardino, l’echinacea può faR bella mostra di sé anche in ampi vasi, all’interno della casa. Per chi ama saperne di più su questa pianta, ricordiamo che l’echinacea è inserita anche fra le più importanti specie medicinali per le numerose proprietà tipiche della radice (cicatrizzanti, antinfettive, normalizzanti della cute, ecc.). Recenti studi hanno anche evidenziato proprietà utili contro la leucemia ed i tumori, anche se è prematuro parlare di un suo possibile impiego oncoterapico. “Il Mosaico” La più diffusa e pericolosa malattia dell’echinacea è il “mosaico”, presente ovunque si coltivi questa specie. Con il termine di “mosaico” si indica un insieme di sintomi che coinvolgono tutta la parte epigea della pianta: fusto, foglie e fiori, compromettendone irrimediabilmente l’aspetto decorativo. Le foglie appaiono infatti bollose, deformi, con macchie e lineature clorotiche, verde cupo e/o giallo oro; i fiori sono piccoli, con petali leggermente deformi e dalle tinte più tenui del normale. Non più quindi colori smaglianti (rosso-porpora, rosso-cremisi, arancio, ecc.), ma pallidi e non uniformi. Anche la taglia della pianta è notevolmente ridotta rispetto ad una non affetta da mosaico. Il virus Quando si parla di “mosaico” si pensa subito ad un virus. Ed in effetti, responsabile della malattia è quello del mosaico del cetriolo (CMV), uno fra i più pericolosi e diffusi nelle piante ornamentali ed orticole. Infetta oltre 1000 specie, sia arbustive che arboree, spontanee e coltivate, ed è trasmesso da afidi. Questi piccoli insetti, quando si nutrono su di una pianta ospite di CMV, sporcano il proprio apparato boccale (gli stiletti) di succo vegetale contaminato e, spostandosi su di un altro individuo (ad esempio un’echianacea sana) inoculano il virus nei suoi tessuti. In poco tempo, un solo afide può visitare molte piante, e quindi diffondere la malattia rapidamente. Cosa fare? Se perciò le nostre echinacee mostrano i sintomi descritti (facilmente riconoscibili) è opportuno eliminarle al più presto dal giardino. Solo così possiamo contrastare la diffusione di questo virus evitando spiacevoli sorprese anche sulle altre specie limitrofe (zinnie, gladioli, viole, impatiens, pelargoni, albero delle farfalle, ecc.).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


