Il tasso di accrescimento del tessuto luteinico subito dopo l’ovulazione è da 4 a 20 volte più intenso di quello di alcuni tra i tumori più maligni e richiede un adeguato sviluppo del letto vascolare. In questa fase circa l’85% delle cellule in mitosi nel corpo luteo di primati sono cellule endoteliali (1). La durata di questo fenomeno è diversa nelle diverse specie e nei primati si completa intorno al sesto giorno, quando ogni cellula luteinica è circondata da capillari (2, 3). Un processo angiogenetico così esplosivo deve essere finemente controllato e potersi arrestare, in modo da consentire al CL una stabilizzazione nelle fasi successive, in particolare durante la gravidanza. Per consentire poi la luteolisi, il tessuto luteinico deve assumere un fenotipo permissivo per la successiva regressione apoptotica (4, 5). Sia l’invasione vascolare che l’apoptosi richiedono una vasta azione delle metalloproteinasi per il rimodellamento della matrice extracellulare (6). Infatti, il ruolo del Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) sulla mitosi e sul differenziamento delle cellule endoteliali è ben noto, ma subito dopo lo stimolo proliferativo è necessaria l’azione delle metalloproteinasi di matrice (MMP-2 e MMP-9) per la formazione dei nuovi canali vascolari (7). La MMP-9 è inoltre in grado di rendere disponibili le isoforme di VEGF legate alla matrice (8) e ciò risulta fondamentale in alcuni modelli di carcinogenesi (9). Abbiamo dunque voluto valutare se nel CL suino fossero presenti profili di espressione correlati tra VEGF, MMP-2 e -9 e stato funzionale durante il ciclo ovarico e in gravidanza.

Le metalloproteinasi di matrice -2 e -9 nei processi di angiogenesi e angioregressione del tessuto luteinico suino

DE ANDREA RIBEIRO, LUCIANA;TURBA, MARIA ELENA;BERNARDINI, CHIARA;ZANNONI, AUGUSTA;BACCI, MARIA LAURA;FORNI, MONICA
2006

Abstract

Il tasso di accrescimento del tessuto luteinico subito dopo l’ovulazione è da 4 a 20 volte più intenso di quello di alcuni tra i tumori più maligni e richiede un adeguato sviluppo del letto vascolare. In questa fase circa l’85% delle cellule in mitosi nel corpo luteo di primati sono cellule endoteliali (1). La durata di questo fenomeno è diversa nelle diverse specie e nei primati si completa intorno al sesto giorno, quando ogni cellula luteinica è circondata da capillari (2, 3). Un processo angiogenetico così esplosivo deve essere finemente controllato e potersi arrestare, in modo da consentire al CL una stabilizzazione nelle fasi successive, in particolare durante la gravidanza. Per consentire poi la luteolisi, il tessuto luteinico deve assumere un fenotipo permissivo per la successiva regressione apoptotica (4, 5). Sia l’invasione vascolare che l’apoptosi richiedono una vasta azione delle metalloproteinasi per il rimodellamento della matrice extracellulare (6). Infatti, il ruolo del Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) sulla mitosi e sul differenziamento delle cellule endoteliali è ben noto, ma subito dopo lo stimolo proliferativo è necessaria l’azione delle metalloproteinasi di matrice (MMP-2 e MMP-9) per la formazione dei nuovi canali vascolari (7). La MMP-9 è inoltre in grado di rendere disponibili le isoforme di VEGF legate alla matrice (8) e ciò risulta fondamentale in alcuni modelli di carcinogenesi (9). Abbiamo dunque voluto valutare se nel CL suino fossero presenti profili di espressione correlati tra VEGF, MMP-2 e -9 e stato funzionale durante il ciclo ovarico e in gravidanza.
Atti S.I.S.Vet
53
54
Ribeiro L.A.; Turba M.E.; Bernardini C.; Zannoni A.; Bacci M.L.; Forni M.
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