Il modello teorico su cui si basa la climatizzazione degli edifici zootecnici (CIGR) appare non aderente alla realtà almeno nella situazione estiva italiana. Questa conclusione è il risultato di un’analisi delle prestazioni termiche di due edifici, una stalla per bovini da latte ed una porcilaia, rappresentativi delle tipologie in uso nella pianura padana. A seguito della rilevazione di vari parametri igrotermici, sono stati calcolati gli scambi termici per trasmissione attraverso i diversi componenti l’involucro e quelli per ventilazione, ed è stato impostato il bilancio termico globale dell’edificio considerando anche gli apporti degli animali. Sulla base di tali elementi vengono evidenziati alcuni limiti del modello teorico relativamente alla previsione del livello di temperatura interna e alla stima della produzione di calore animale nelle forme sensibile e latente. Per quanto riguarda i meccanismi di climatizzazione emerge che la ventilazione è il fattore di gran lunga prevalente, essendo assai modesto il contributo dell’edificio, e che la sua efficacia è legata all’azione del vento per cui determinanti fattori sono il dimensionamento delle aperture e l’orientazione del fabbricato.

Il comportamento termico degli edifici in clima caldo estivo: contributi sperimentali al modello teorico

LIBERATI, PAOLO;ZAPPAVIGNA, PAOLO
2004

Abstract

Il modello teorico su cui si basa la climatizzazione degli edifici zootecnici (CIGR) appare non aderente alla realtà almeno nella situazione estiva italiana. Questa conclusione è il risultato di un’analisi delle prestazioni termiche di due edifici, una stalla per bovini da latte ed una porcilaia, rappresentativi delle tipologie in uso nella pianura padana. A seguito della rilevazione di vari parametri igrotermici, sono stati calcolati gli scambi termici per trasmissione attraverso i diversi componenti l’involucro e quelli per ventilazione, ed è stato impostato il bilancio termico globale dell’edificio considerando anche gli apporti degli animali. Sulla base di tali elementi vengono evidenziati alcuni limiti del modello teorico relativamente alla previsione del livello di temperatura interna e alla stima della produzione di calore animale nelle forme sensibile e latente. Per quanto riguarda i meccanismi di climatizzazione emerge che la ventilazione è il fattore di gran lunga prevalente, essendo assai modesto il contributo dell’edificio, e che la sua efficacia è legata all’azione del vento per cui determinanti fattori sono il dimensionamento delle aperture e l’orientazione del fabbricato.
LIBERATI P.; ZAPPAVIGNA P.
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