Dalla MilleMiglia al Campionato di Formula 1, da sempre l’industria dell’automobile ha saputo far sognare il pubblico dei suoi potenziali clienti, trasformando in uno spettacolo popolare la sperimentazione di nuove soluzioni tecniche. Che poi è riuscita ad affinare e in gran parte a trasferire alla produzione di serie, procedendo rapidamente dai prototipi, ai segmenti alti della gamma e poi giù fino alle utilitarie. Nel settore delle costruzioni, sono tradizionalmente i grandi edifici a svolgere il ruolo delle concept-car e della Formula 1: un tempo le cattedrali, le residenze dei principi, le tombe degli imperatori. Oggi soprattutto i grandi edifici terziari: stazioni, aeroporti, teatri, musei, uffici, centri commerciali. A differenza dell’automobile, tuttavia, il percorso dell’innovazione dal pezzo unico al mercato diffuso, dal monumento al quotidiano, è molto meno rapido e certamente meno lineare per gli edifici e i materiali da costruzione che per qualunque altro prodotto industriale. Le vetrate a fissaggio meccanico inventante da Peter Rice nel 1981 per le serre della Cité de Sciences a Parigi o le tensostrutture a membrana, in poco più di venti anni passate dallo stadio delle Olimpiadi di Monaco del 1972 ai padiglioni delle Feste dell’Unità sono due casi riusciti. Osservando il quotidiano delle costruzioni, tuttavia, casi come questi restano eccezioni. Dai prototipi si arriva abbastanza agevolmente a qualche applicazione nei segmenti alti del mercato, quelli che meritano almeno un articolo nelle riviste, mentre lo zoccolo duro del settore, la grande massa delle utilitarie, sembra refrattario ad ogni innovazione appena più che funzionale. Che viene accettata a fatica e solo a condizione che riesca a trovare una collocazione, senza perturbarlo, nell’assetto tecnico consolidato. Una dinamica di evoluzione tecnica così rallentata non frena solo lo sviluppo dell’indotto, ma rende le costruzioni sempre meno capaci di rispondere alle esigenze dei loro clienti e della società in generale.

Antonini E. (2004). Innovazione. L’eccezione è la regola. COSTRUIRE, 250, 134-139.

Innovazione. L’eccezione è la regola

ANTONINI, ERNESTO
2004

Abstract

Dalla MilleMiglia al Campionato di Formula 1, da sempre l’industria dell’automobile ha saputo far sognare il pubblico dei suoi potenziali clienti, trasformando in uno spettacolo popolare la sperimentazione di nuove soluzioni tecniche. Che poi è riuscita ad affinare e in gran parte a trasferire alla produzione di serie, procedendo rapidamente dai prototipi, ai segmenti alti della gamma e poi giù fino alle utilitarie. Nel settore delle costruzioni, sono tradizionalmente i grandi edifici a svolgere il ruolo delle concept-car e della Formula 1: un tempo le cattedrali, le residenze dei principi, le tombe degli imperatori. Oggi soprattutto i grandi edifici terziari: stazioni, aeroporti, teatri, musei, uffici, centri commerciali. A differenza dell’automobile, tuttavia, il percorso dell’innovazione dal pezzo unico al mercato diffuso, dal monumento al quotidiano, è molto meno rapido e certamente meno lineare per gli edifici e i materiali da costruzione che per qualunque altro prodotto industriale. Le vetrate a fissaggio meccanico inventante da Peter Rice nel 1981 per le serre della Cité de Sciences a Parigi o le tensostrutture a membrana, in poco più di venti anni passate dallo stadio delle Olimpiadi di Monaco del 1972 ai padiglioni delle Feste dell’Unità sono due casi riusciti. Osservando il quotidiano delle costruzioni, tuttavia, casi come questi restano eccezioni. Dai prototipi si arriva abbastanza agevolmente a qualche applicazione nei segmenti alti del mercato, quelli che meritano almeno un articolo nelle riviste, mentre lo zoccolo duro del settore, la grande massa delle utilitarie, sembra refrattario ad ogni innovazione appena più che funzionale. Che viene accettata a fatica e solo a condizione che riesca a trovare una collocazione, senza perturbarlo, nell’assetto tecnico consolidato. Una dinamica di evoluzione tecnica così rallentata non frena solo lo sviluppo dell’indotto, ma rende le costruzioni sempre meno capaci di rispondere alle esigenze dei loro clienti e della società in generale.
2004
Antonini E. (2004). Innovazione. L’eccezione è la regola. COSTRUIRE, 250, 134-139.
Antonini E.
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/26748
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact