Nell’ultimo decennio in Italia le ricerche sulle malattie da virus delle piante ornamentali e officinali sono molto aumentante, mettendo in evidenza la loro pericolosità e le enormi difficoltà per quanto riguardo difesa e prevenzione. Trattandosi di malattie incurabili, gli stessi floricoltori e vivaisti devono, in collaborazione con i tecnici che li assistono e avvalendosi delle indicazioni di esperti fitopatologi e virologi in particolare, adoperarsi affinché certe situazioni di ordine fitosanitario non assumano risvolti irrecuperabili e non aumentino, anno dopo anno, le perdite economiche dovute ai virus. E’ intenzione degli Autori illustrare, in una serie di articoli che appariranno su “Il Floricultore”, alcune fra le più importanti malattie virali che di recente sono state individuate in regioni particolarmente vocate alla produzione di specie ornamentali ed aromatiche, verdi e da fiore, in vaso e/o da reciso, quali Liguria, Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Sicilia. L’obiettivo principale è quello di rimarcare la necessità di porre maggiore attenzione alla qualità fitosanitaria del materiale di propagazione utilizzato nell’allestimento degli impianti e, allo stesso tempo, l’indispensabilità di monitoraggi frequenti ed accurati durante le fasi di crescita delle singole specie. E’ di fondamentale importanza, infatti, non solo “partire con il piede giusto”, ossia con rizomi, bulbi, semi, talee, o piantine micropropagate garantite dal punto di vista sanitario, ma anche individuare per tempo eventuali sintomatologie su foglie e/o fiori di probabile origine virale. Un’analisi tempestiva, eseguita presso laboratori abilitati, può evitare che le infezioni presenti si diffondano ulteriormente ad altre specie suscettibili o permangano nell’ambiente costituendo un potenziale pericolo per le produzioni successive. Il primo argomento proposto riguarda la calla bianca (Zantedeschia aethiopica), nota ornamentale appartenente alla famiglia delle Araceae, adatta per il vaso e per il fiore reciso, e che da anni “soffre” per la presenza di un virus presente nel mondo ovunque la si coltivi: Dasheen mosaic virus (DMV). Negli ultimi dieci anni, si sono aggiunte altre due pericolose specie virali: Tomato spotted wilt virus (TSWV), e INSV (Impatiens necrotic spot virus), Tospovirus che rappresentano un vero flagello per le produzioni orticole, ornamentali ed officinali non solo del nostro Paese.
M.G.Bellardi, L.Cavicchi, G.Parrella (2013). Le virosi della calla bianca (Zantedeschia aethiopica). IL FLORICULTORE, 11(11), 24-29.
Le virosi della calla bianca (Zantedeschia aethiopica)
BELLARDI, MARIA GRAZIA;CAVICCHI, LISA;
2013
Abstract
Nell’ultimo decennio in Italia le ricerche sulle malattie da virus delle piante ornamentali e officinali sono molto aumentante, mettendo in evidenza la loro pericolosità e le enormi difficoltà per quanto riguardo difesa e prevenzione. Trattandosi di malattie incurabili, gli stessi floricoltori e vivaisti devono, in collaborazione con i tecnici che li assistono e avvalendosi delle indicazioni di esperti fitopatologi e virologi in particolare, adoperarsi affinché certe situazioni di ordine fitosanitario non assumano risvolti irrecuperabili e non aumentino, anno dopo anno, le perdite economiche dovute ai virus. E’ intenzione degli Autori illustrare, in una serie di articoli che appariranno su “Il Floricultore”, alcune fra le più importanti malattie virali che di recente sono state individuate in regioni particolarmente vocate alla produzione di specie ornamentali ed aromatiche, verdi e da fiore, in vaso e/o da reciso, quali Liguria, Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Sicilia. L’obiettivo principale è quello di rimarcare la necessità di porre maggiore attenzione alla qualità fitosanitaria del materiale di propagazione utilizzato nell’allestimento degli impianti e, allo stesso tempo, l’indispensabilità di monitoraggi frequenti ed accurati durante le fasi di crescita delle singole specie. E’ di fondamentale importanza, infatti, non solo “partire con il piede giusto”, ossia con rizomi, bulbi, semi, talee, o piantine micropropagate garantite dal punto di vista sanitario, ma anche individuare per tempo eventuali sintomatologie su foglie e/o fiori di probabile origine virale. Un’analisi tempestiva, eseguita presso laboratori abilitati, può evitare che le infezioni presenti si diffondano ulteriormente ad altre specie suscettibili o permangano nell’ambiente costituendo un potenziale pericolo per le produzioni successive. Il primo argomento proposto riguarda la calla bianca (Zantedeschia aethiopica), nota ornamentale appartenente alla famiglia delle Araceae, adatta per il vaso e per il fiore reciso, e che da anni “soffre” per la presenza di un virus presente nel mondo ovunque la si coltivi: Dasheen mosaic virus (DMV). Negli ultimi dieci anni, si sono aggiunte altre due pericolose specie virali: Tomato spotted wilt virus (TSWV), e INSV (Impatiens necrotic spot virus), Tospovirus che rappresentano un vero flagello per le produzioni orticole, ornamentali ed officinali non solo del nostro Paese.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


