All'interno della sua Cronaca, fra Salimbene da Parma stende un "Liber de prelato" nel quale dichiara di volere indicare quali siano i doveri di un buon prelato: il "Liber" si rivela però come una dura requisitoria contro il ministro francescano Elia da Cortona, rappresentato prima in antitesi e poi in parallelo con l'Anticristo, Federico II di Svevia. L'analisi del "Liber" mostra così un Salimbene narratore, accanto al cronista dei suoi tempi, che con abilità inventa i suoi personaggi attraverso la costruzione delle loro biografie. Salimbene de Adam non è soltanto uno storico ma anche un abile narratore, come dimostra il montaggio della Cronica che contiene al suo interno un’altra opera, il Liber de prelato. Se si confronta il testo complessivo (la cronaca latina compilata dal frate parmense secondo la tradizionale struttura annalistica) con quello in esso contenuto (il pamphlet contro la corruzione degli ecclesiastici) si scopre che in realtà le due opere sono comprensibili solo se lette in modo contrastivo. I due testi iscritti l’uno nell’altro contengono infatti al loro interno biografie esemplari – nel caso specifico, quella di Elia da Cortona e quella di Federico II di Svevia – nelle quali la storia diviene epopea della lotta tra Dio e le incarnazioni del maligno che si susseguono sulla terra, in un gioco di prefigurazioni e di profezie post eventum dove la narrazione tradisce continuamente il percorso lineare della cronaca per seguire quello oscillante del mito.

Biografia e agiografia nelle cronache duecentesche: il caso di Salimbene de Adam

NOBILI, CLAUDIA SEBASTIANA
2005

Abstract

All'interno della sua Cronaca, fra Salimbene da Parma stende un "Liber de prelato" nel quale dichiara di volere indicare quali siano i doveri di un buon prelato: il "Liber" si rivela però come una dura requisitoria contro il ministro francescano Elia da Cortona, rappresentato prima in antitesi e poi in parallelo con l'Anticristo, Federico II di Svevia. L'analisi del "Liber" mostra così un Salimbene narratore, accanto al cronista dei suoi tempi, che con abilità inventa i suoi personaggi attraverso la costruzione delle loro biografie. Salimbene de Adam non è soltanto uno storico ma anche un abile narratore, come dimostra il montaggio della Cronica che contiene al suo interno un’altra opera, il Liber de prelato. Se si confronta il testo complessivo (la cronaca latina compilata dal frate parmense secondo la tradizionale struttura annalistica) con quello in esso contenuto (il pamphlet contro la corruzione degli ecclesiastici) si scopre che in realtà le due opere sono comprensibili solo se lette in modo contrastivo. I due testi iscritti l’uno nell’altro contengono infatti al loro interno biografie esemplari – nel caso specifico, quella di Elia da Cortona e quella di Federico II di Svevia – nelle quali la storia diviene epopea della lotta tra Dio e le incarnazioni del maligno che si susseguono sulla terra, in un gioco di prefigurazioni e di profezie post eventum dove la narrazione tradisce continuamente il percorso lineare della cronaca per seguire quello oscillante del mito.
C.S. Nobili
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