Le classi di modelli quantitativi della ricerca operativa rivolti alla rappresentazione matematica di processi decisionali complessi quali la gestione dei processi costruttivi, costituiscono un insieme di strumenti e metodi che, negli aspetti fondamentali, si può definire “consolidato” e comunemente accettato dalla comunità scientifica e dagli operatori del processo. Tant’è che nel corpo di conoscenze noto come “Project Management” appare significativo, se non fondamentale, il contributo apportato dai modelli quantitativi più noti, quali i metodi deterministici del Cammino Critico (CPM o PDM) e i metodi stocastici, anche “ibridi”, quali il PERT. Tuttavia la modellizzazione matematica del processo costruttivo con modelli reticolari non esaurisce la sua funzione con la pianificazione, programmazione e controllo dell’esecuzione. Si propone l’uso dei modelli reticolari non solo in termini di analisi temporale della successione delle attività (il cronoprogramma ai fini contrattuali) o di gestione delle risorse e delle entità economiche di processo, ma anche come strumento di codificazione e trasmissione del sapere sulla costruzione riguardo alle modalità di organizzazione del processo costruttivo per gli aspetti inerenti l’applicazione delle tecniche costruttive, la sicurezza dei lavoratori, l’impatto sull’ambiente delle fasi di cantiere e il controllo della qualità. Si analizzano alcune possibilità applicative per i cantieri di costruzione evidenziandone punti di forza ed aspetti critici. Si evidenzia come gli elementi informativi resi dai modelli reticolari possano costituire un nucleo fondamentale di informazioni tecniche in merito agli aspetti più prettamente operativi del processo costruttivo, permettendo anche il riconoscimento delle caratteristiche di tipo ripetitivo e non ripetitivo che caratterizzano il singolo cantiere.

Teoria e pratica: i modelli reticolari come proposta di nuovi strumenti di trasmissione del sapere sulla costruzione

BRAGADIN, MARCO ALVISE
2005

Abstract

Le classi di modelli quantitativi della ricerca operativa rivolti alla rappresentazione matematica di processi decisionali complessi quali la gestione dei processi costruttivi, costituiscono un insieme di strumenti e metodi che, negli aspetti fondamentali, si può definire “consolidato” e comunemente accettato dalla comunità scientifica e dagli operatori del processo. Tant’è che nel corpo di conoscenze noto come “Project Management” appare significativo, se non fondamentale, il contributo apportato dai modelli quantitativi più noti, quali i metodi deterministici del Cammino Critico (CPM o PDM) e i metodi stocastici, anche “ibridi”, quali il PERT. Tuttavia la modellizzazione matematica del processo costruttivo con modelli reticolari non esaurisce la sua funzione con la pianificazione, programmazione e controllo dell’esecuzione. Si propone l’uso dei modelli reticolari non solo in termini di analisi temporale della successione delle attività (il cronoprogramma ai fini contrattuali) o di gestione delle risorse e delle entità economiche di processo, ma anche come strumento di codificazione e trasmissione del sapere sulla costruzione riguardo alle modalità di organizzazione del processo costruttivo per gli aspetti inerenti l’applicazione delle tecniche costruttive, la sicurezza dei lavoratori, l’impatto sull’ambiente delle fasi di cantiere e il controllo della qualità. Si analizzano alcune possibilità applicative per i cantieri di costruzione evidenziandone punti di forza ed aspetti critici. Si evidenzia come gli elementi informativi resi dai modelli reticolari possano costituire un nucleo fondamentale di informazioni tecniche in merito agli aspetti più prettamente operativi del processo costruttivo, permettendo anche il riconoscimento delle caratteristiche di tipo ripetitivo e non ripetitivo che caratterizzano il singolo cantiere.
Teoria e Pratica del Costruire: saperi, strumenti, modelli. Esperienze didattiche e di ricerca a confronto
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M. A. Bragadin
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