A detta di Hassner questi sono gli anni della fine dell’illusione unipolare americana e seguono i primi due atti, rispettivamente dal 1991 al 2001, quelli della cosiddetta fine della storia, e post 11 settembre 2001, con l’irruzione del terrorismo globale. La fine dell’unipolarismo apre la strada ad una quarta fase nei rapporti di forza tra le potenze; una fase contrassegnata dalla parziale umiliazione americana in Iraq e in generale da una perdita di potenza e prestigio del gigante americano, ma anche dall’emergere di Cina e India e dal ripresentarsi sullo scenario mondiale della Russia. I fatti del quadriennio 2003-2006 non mostrano soltanto l’inequivocabile crisi degli Usa, ma sottolineano l’assoluta inefficacia delle possibili alternative presenti sul terreno. All’illusione unipolare non potrà certo sostituirsi la riproposizione di un nuovo concerto europeo (sul modello di quello ottocentesco) né tanto meno un improbabile regno delle istituzioni multipolari (eredità dell’equilibrio bipolare post Seconda guerra mondiale).

La doppia scommessa di Sarkozy. Parigi centro dell'Europa ed Europa centro del mondo?

MARCHI, MICHELE
2007

Abstract

A detta di Hassner questi sono gli anni della fine dell’illusione unipolare americana e seguono i primi due atti, rispettivamente dal 1991 al 2001, quelli della cosiddetta fine della storia, e post 11 settembre 2001, con l’irruzione del terrorismo globale. La fine dell’unipolarismo apre la strada ad una quarta fase nei rapporti di forza tra le potenze; una fase contrassegnata dalla parziale umiliazione americana in Iraq e in generale da una perdita di potenza e prestigio del gigante americano, ma anche dall’emergere di Cina e India e dal ripresentarsi sullo scenario mondiale della Russia. I fatti del quadriennio 2003-2006 non mostrano soltanto l’inequivocabile crisi degli Usa, ma sottolineano l’assoluta inefficacia delle possibili alternative presenti sul terreno. All’illusione unipolare non potrà certo sostituirsi la riproposizione di un nuovo concerto europeo (sul modello di quello ottocentesco) né tanto meno un improbabile regno delle istituzioni multipolari (eredità dell’equilibrio bipolare post Seconda guerra mondiale).
2007
Michele Marchi
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