Il Risperidone è un farmaco antipsicotico atipico che mostra grande affinità per i recettori serotoninergici 5-HT2A e 5-HT7. Il suo particolare profilo farmacodinamico rende la molecola efficace nel trattamento della schizofrenia e del disturbo bipolare. Il risperidone viene somministrato in dosi giornaliere di 4-6 mg per os e quindi largamente metabolizzato dal sistema del CYP450 nel suo principale metabolita attivo, il 9-idrossi risperidone. La “active moiety” è data dalla somma delle concentrazioni plasmatiche del principio attivo e del suo metabolita. Sebbene il risperidone, nei normali dosaggi terapeutici, sia generalmente un farmaco abbastanza sicuro, sono stati riportati casi di morte di adulti in seguito all’ingestione di 403 mg di risperidone; in particolare, livelli plasmatici della “active moiety” di 1.8 µg/mL sono risultati fatali. Scopo del presente lavoro è la messa a punto di un affidabile e accurato metodo cromatografico per la determinazione di risperidone e del suo metabolita in plasma di pazienti schizofrenici in casi di overdose. L’analisi HPLC è stata condotta usando come fase stazionaria una colonna C8 e come fase mobile una miscela di tampone fosfato pH 3.5 e acetonitrile. Il pretrattamento del campione è stato effettuato mediante estrazione in fase solida, impiegando come fase adsorbente cartucce C8. Sono stati ottenuti valori della resa d’estrazione, per risperidone e 9-idrossirisperidone, superiori al 95%, pertanto molto soddisfacenti. L’applicazione del metodo analitico ad un caso di intossicazione volontaria da risperidone in paziente schizofrenico, dopo ingestione di 50 compresse di Risperdal®, ha permesso di rivelare livelli plasmatici di risperidone e 9-idrossi-risperidone di 10 ng/mL e 178 ng/mL, rispettivamente. Il paziente pur presentando livelli plasmatici della “active moiety” non fatali, mostrava chiari sintomi di intossicazione acuta. Il metodo cromatografico ha inoltre consentito la simultanea determinazione plasmatica di altri farmaci co-somministrati, quali lorazepam e venlafaxina, dimostrando una buona selettività.

Overdose da Risperidone: determinazione del farmaco e del suo principale metabolita in plasma umano

RAGGI, MARIA AUGUSTA;BUGAMELLI, FRANCESCA;SABBIONI, CESARE;SARACINO, MARIA ADDOLORATA;PETIO, CARMINE
2004

Abstract

Il Risperidone è un farmaco antipsicotico atipico che mostra grande affinità per i recettori serotoninergici 5-HT2A e 5-HT7. Il suo particolare profilo farmacodinamico rende la molecola efficace nel trattamento della schizofrenia e del disturbo bipolare. Il risperidone viene somministrato in dosi giornaliere di 4-6 mg per os e quindi largamente metabolizzato dal sistema del CYP450 nel suo principale metabolita attivo, il 9-idrossi risperidone. La “active moiety” è data dalla somma delle concentrazioni plasmatiche del principio attivo e del suo metabolita. Sebbene il risperidone, nei normali dosaggi terapeutici, sia generalmente un farmaco abbastanza sicuro, sono stati riportati casi di morte di adulti in seguito all’ingestione di 403 mg di risperidone; in particolare, livelli plasmatici della “active moiety” di 1.8 µg/mL sono risultati fatali. Scopo del presente lavoro è la messa a punto di un affidabile e accurato metodo cromatografico per la determinazione di risperidone e del suo metabolita in plasma di pazienti schizofrenici in casi di overdose. L’analisi HPLC è stata condotta usando come fase stazionaria una colonna C8 e come fase mobile una miscela di tampone fosfato pH 3.5 e acetonitrile. Il pretrattamento del campione è stato effettuato mediante estrazione in fase solida, impiegando come fase adsorbente cartucce C8. Sono stati ottenuti valori della resa d’estrazione, per risperidone e 9-idrossirisperidone, superiori al 95%, pertanto molto soddisfacenti. L’applicazione del metodo analitico ad un caso di intossicazione volontaria da risperidone in paziente schizofrenico, dopo ingestione di 50 compresse di Risperdal®, ha permesso di rivelare livelli plasmatici di risperidone e 9-idrossi-risperidone di 10 ng/mL e 178 ng/mL, rispettivamente. Il paziente pur presentando livelli plasmatici della “active moiety” non fatali, mostrava chiari sintomi di intossicazione acuta. Il metodo cromatografico ha inoltre consentito la simultanea determinazione plasmatica di altri farmaci co-somministrati, quali lorazepam e venlafaxina, dimostrando una buona selettività.
Atti del XVII Convegno Nazionale della Divisione di Chimica Farmaceutica della Società Chimica Italiana
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M.A. Raggi; F. Bugamelli; C. Sabbioni; M.A. Saracino; C. Petio
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