Nei distretti lacustri sub-alpini svizzeri, francesi ed italiani si è assistito di recente ad una recrudescenza delle zoonosi parassitarie legate al consumo di prodotti ittici d’acqua dolce crudi o poco cotti, come ad esempio la Difillobotriasi sostenuta dal cestode Diphyllobothrium latum. Scopo di questa ricerca è stato quello di definire l’attuale diffusione della plerocercosi nelle specie ittiche dei laghi di Como, Iseo e Garda, al fine di ottenere un aggiornamento epidemiologico e colmare la carenza di dati in merito alla diffusione di questa zoonosi nei bacini lacustri in esame. In particolare si è prestata particolare attenzione alla specie Perca fluviatilis, in quanto principale ospite intermedio d’elezione per D. latum in Italia. Inoltre sono stati presi in considerazione alcuni esemplari di specie ittiche considerate ospiti paratenici, quali luccio e bottatrice e pesci appartenenti a specie potenzialmente coinvolte nel ciclo biologico del parassita (i.e. coregone) e/o di notevole importanza commerciale nelle realtà lacustri prese in esame (i.e. agone). In totale sono stati esaminati 514 soggetti, 203 provenienti dal lago di Como, 141 dal lago di Iseo, 170 dal lago di Garda. I risultati di questa indagine parassitologica hanno permesso di individuare la presenza di larve plerocercoidi di D. latum rispettivamente nel 30,8% e nel 15,7% dei persici prelevati nel lago di Como e d’Iseo, mentre quelli del lago di Garda sono risultati negativi. La presenza del parassita è stata inoltre evidenziata nel 66,6% dei lucci e nel 38,5% delle bottatrici provenienti dal lago di Como, mentre tutte le altre specie sono risultate negative. Tali risultati indicano quindi una diffusa presenza della plerocercosi da D. latum nelle popolazioni ittiche del lago di Como e, in misura minore, nei persici del lago d’Iseo, evidenziando la necessità di applicare idonee procedure di profilassi e controllo per evitare la trasmissione del parassita all’uomo in seguito al consumo di questi prodotti ittici sotto forma di preparazioni culinarie non idonee a garantire l’inattivazione delle larve plerocercoidi.

Aggiornamento sulla diffusione della plerocercosi da Diphyllobothrium latum in pesci lacustri dell’Italia settentrionale e rischi per il consumatore

GUSTINELLI, ANDREA;CAFFARA, MONICA;FIORAVANTI, MARIALETIZIA
2012

Abstract

Nei distretti lacustri sub-alpini svizzeri, francesi ed italiani si è assistito di recente ad una recrudescenza delle zoonosi parassitarie legate al consumo di prodotti ittici d’acqua dolce crudi o poco cotti, come ad esempio la Difillobotriasi sostenuta dal cestode Diphyllobothrium latum. Scopo di questa ricerca è stato quello di definire l’attuale diffusione della plerocercosi nelle specie ittiche dei laghi di Como, Iseo e Garda, al fine di ottenere un aggiornamento epidemiologico e colmare la carenza di dati in merito alla diffusione di questa zoonosi nei bacini lacustri in esame. In particolare si è prestata particolare attenzione alla specie Perca fluviatilis, in quanto principale ospite intermedio d’elezione per D. latum in Italia. Inoltre sono stati presi in considerazione alcuni esemplari di specie ittiche considerate ospiti paratenici, quali luccio e bottatrice e pesci appartenenti a specie potenzialmente coinvolte nel ciclo biologico del parassita (i.e. coregone) e/o di notevole importanza commerciale nelle realtà lacustri prese in esame (i.e. agone). In totale sono stati esaminati 514 soggetti, 203 provenienti dal lago di Como, 141 dal lago di Iseo, 170 dal lago di Garda. I risultati di questa indagine parassitologica hanno permesso di individuare la presenza di larve plerocercoidi di D. latum rispettivamente nel 30,8% e nel 15,7% dei persici prelevati nel lago di Como e d’Iseo, mentre quelli del lago di Garda sono risultati negativi. La presenza del parassita è stata inoltre evidenziata nel 66,6% dei lucci e nel 38,5% delle bottatrici provenienti dal lago di Como, mentre tutte le altre specie sono risultate negative. Tali risultati indicano quindi una diffusa presenza della plerocercosi da D. latum nelle popolazioni ittiche del lago di Como e, in misura minore, nei persici del lago d’Iseo, evidenziando la necessità di applicare idonee procedure di profilassi e controllo per evitare la trasmissione del parassita all’uomo in seguito al consumo di questi prodotti ittici sotto forma di preparazioni culinarie non idonee a garantire l’inattivazione delle larve plerocercoidi.
ITTIOPATOLOGIA
Bianchini S.; Gustinelli A.; Caffara M.; Prearo M.; Fioravanti M.L.
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