Le strutture di protezione, installate in tutti i trattori agricoli di nuova produzione, hanno ridotto gli incidenti mortali causati dal ribaltamento dei trattori poiché garantiscono uno spazio di sopravvivenza per il conducente. Malgrado ciò si hanno ancora conseguenze gravi nei casi di ribaltamento. Per ridurre ulteriormente tali effetti sul conducente sono state introdotte le cinture di sicurezza, solitamente ancorate al sedile. Nel presente lavoro sono state confrontate le procedure di prova contenute nelle norme SAE, ISO e CE per la verifica della resistenza degli attacchi delle cinture di sicurezza installate sui trattori agricoli. Le prove sono state eseguite su otto differenti trattori di nuova produzione, ciascuno allestito con i sedili previsti dal costruttore, per un totale di ventisei sedili. I risultati ottenuti hanno mostrato che il sistema di costrizione del conducente deve essere visto come un naturale complemento del livello di sicurezza garantito dalla struttura di protezione perché, mentre quest'ultima assicura un certo volume di sopravvivenza, l'ancoraggio e la cintura di sicurezza fanno sì che il conducente possa rimanere ancorato all'interno di tale volume qualora il trattore si ribalti. Per quanto riguarda la procedura 76/115/CEE le prove hanno dimostrato che il livello di forza considerato è troppo alto per le tipologie di cinture attualmente installate sui trattori agricoli. Fra le altre procedure considerate, lo standard SAE J2194 si è rivelato più completo della norma ISO 3776 poiché oltre all’attacco della cintura considera anche il montaggio del sedile, che è risultato l’elemento più debole. Sulla base dei risultati ottenuti è stata definita una proposta di normativa per la verifica degli ancoraggi, essenzialmente basata sulla procedura di prova SAE J2194, che è stata presentata all'OCSE come procedura opzionale all’interno dei codici per la prova delle strutture di protezione.

VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA DEGLI ANCORAGGI DELLE CINTURE DI SICUREZZA NEI TRATTORI

MOLARI, GIOVANNI;RONDELLI, VALDA
2005

Abstract

Le strutture di protezione, installate in tutti i trattori agricoli di nuova produzione, hanno ridotto gli incidenti mortali causati dal ribaltamento dei trattori poiché garantiscono uno spazio di sopravvivenza per il conducente. Malgrado ciò si hanno ancora conseguenze gravi nei casi di ribaltamento. Per ridurre ulteriormente tali effetti sul conducente sono state introdotte le cinture di sicurezza, solitamente ancorate al sedile. Nel presente lavoro sono state confrontate le procedure di prova contenute nelle norme SAE, ISO e CE per la verifica della resistenza degli attacchi delle cinture di sicurezza installate sui trattori agricoli. Le prove sono state eseguite su otto differenti trattori di nuova produzione, ciascuno allestito con i sedili previsti dal costruttore, per un totale di ventisei sedili. I risultati ottenuti hanno mostrato che il sistema di costrizione del conducente deve essere visto come un naturale complemento del livello di sicurezza garantito dalla struttura di protezione perché, mentre quest'ultima assicura un certo volume di sopravvivenza, l'ancoraggio e la cintura di sicurezza fanno sì che il conducente possa rimanere ancorato all'interno di tale volume qualora il trattore si ribalti. Per quanto riguarda la procedura 76/115/CEE le prove hanno dimostrato che il livello di forza considerato è troppo alto per le tipologie di cinture attualmente installate sui trattori agricoli. Fra le altre procedure considerate, lo standard SAE J2194 si è rivelato più completo della norma ISO 3776 poiché oltre all’attacco della cintura considera anche il montaggio del sedile, che è risultato l’elemento più debole. Sulla base dei risultati ottenuti è stata definita una proposta di normativa per la verifica degli ancoraggi, essenzialmente basata sulla procedura di prova SAE J2194, che è stata presentata all'OCSE come procedura opzionale all’interno dei codici per la prova delle strutture di protezione.
2005
L’ingegneria agraria per lo sviluppo sostenibile dell’area mediterranea
MOLARI G.; RONDELLI V.
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