L’acquifero costiero della provincia di Ravenna è un’importante riserva di acqua (2,5x109 m3), sempre più compromessa dal fenomeno dell’intrusione salina. L’uso di questa risorsa è pertanto limitato alla sola salvaguardia di habitat di grande pregio naturalistico quali le Pinete storiche e costiere nonché per le attività agricole. Al fine di accrescere la comprensione delle dinamiche di flusso e l’interscambio fra acque superficiali e sotterranee, si è intrapreso uno studio basato sull’analisi delle temperature delle acque della falda freatica per valutare il grado di interazione fra acque superficiali e sotterranee. Contemporaneamente si è tentato di caratterizzare l’acquifero freatico dal punto di vista termico al fine di poterlo eventualmente sfruttare come “serbatoio di calore” nell’ambito della geotermia a “bassa entalpia”, che prevede lo sfruttamento del sottosuolo come serbatoio termico dal quale estrarre calore durante la sta- gione invernale ed al quale cederne durante la stagione estiva. Lo studio della distribuzione delle temperature nell’acquifero freatico ha permesso di cartografare l’ampiezza della zona che risente delle variazioni stagionali di temperatura, nonché la temperatura alla sommità della zona geotermica. Queste temperature dipendono essenzialmente dall’uso del suolo, dalla distanza dal mare, dai tipi di sedimenti presenti e dall’interscambio fra acque superficiali e sotterranee. La conoscenza dei fattori che causano queste variazioni in temperatura ha permesso di valutare quali sono le zone in cui il potenziale geotermico dell’acquifero può essere sfruttato al meglio dall’eventuale messa in opera di pompe di calore.

Caratterizzazione geotermica dell’acquifero costiero di Ravenna. Geothermal characterization of the coastal aquifer near Ravenna (Italy)

ANTONELLINI, MARCO;GREGGIO, NICOLAS;MOLLEMA, PAULINE NELLA
2012

Abstract

L’acquifero costiero della provincia di Ravenna è un’importante riserva di acqua (2,5x109 m3), sempre più compromessa dal fenomeno dell’intrusione salina. L’uso di questa risorsa è pertanto limitato alla sola salvaguardia di habitat di grande pregio naturalistico quali le Pinete storiche e costiere nonché per le attività agricole. Al fine di accrescere la comprensione delle dinamiche di flusso e l’interscambio fra acque superficiali e sotterranee, si è intrapreso uno studio basato sull’analisi delle temperature delle acque della falda freatica per valutare il grado di interazione fra acque superficiali e sotterranee. Contemporaneamente si è tentato di caratterizzare l’acquifero freatico dal punto di vista termico al fine di poterlo eventualmente sfruttare come “serbatoio di calore” nell’ambito della geotermia a “bassa entalpia”, che prevede lo sfruttamento del sottosuolo come serbatoio termico dal quale estrarre calore durante la sta- gione invernale ed al quale cederne durante la stagione estiva. Lo studio della distribuzione delle temperature nell’acquifero freatico ha permesso di cartografare l’ampiezza della zona che risente delle variazioni stagionali di temperatura, nonché la temperatura alla sommità della zona geotermica. Queste temperature dipendono essenzialmente dall’uso del suolo, dalla distanza dal mare, dai tipi di sedimenti presenti e dall’interscambio fra acque superficiali e sotterranee. La conoscenza dei fattori che causano queste variazioni in temperatura ha permesso di valutare quali sono le zone in cui il potenziale geotermico dell’acquifero può essere sfruttato al meglio dall’eventuale messa in opera di pompe di calore.
Antonellini M.; Pandolfini M.; Greggio N.; Mollema P. N.
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