Per valutare la risposta del sorgo da biomassa a variazioni di densità, l’ibrido B 133 è stato allevato a 6, 12 e 18 piante m-2 in una prova parcellare biennale a Cadriano (BO). Durante la crescita sono stati effettuati rilievi allometrici (altezza, accestimento, ecc.) e di intercettazione luminosa. Alla raccolta è stata determinata la produzione di biomassa secca, la ripartizione tra organi e la composizione della fibra. L’altezza è stata influenzata positivamente dalla maggiore e dalla minore densità, rispettivamente nella prima annata, siccitosa, e nella seconda, più piovosa: in questa annata, intense precipitazioni in fase di levata hanno determinato un principio di allettamento alla densità più alta. In entrambe le annate, la tesi più rada ha accestito maggiormente, recuperando parzialmente in termini di fittezza. L’intercettazione luminosa ha mostrato una più tardiva e imperfetta copertura del terreno con 6 piante m-2 nella prima annata; differenze molto sfumate nella seconda. Alla raccolta, la produzione di biomassa secca (media, 26,8 Mg ha-1) e la sua composizione non hanno risentito apprezzabilmente delle differenze di densità. Se ne deduce che la densità colturale può essere opportunamente contenuta a tutto vantaggio della stabilità della pianta, senza particolari ripercussioni anche in un ambiente a buon potenziale produttivo.

Comportamento bio-agronomico del sorgo da biomassa a diverse intensità di investimento

BARBANTI, LORENZO;DI GIROLAMO, GIUSEPPE;VECCHI, ANGELA;MONTI, ANDREA
2012

Abstract

Per valutare la risposta del sorgo da biomassa a variazioni di densità, l’ibrido B 133 è stato allevato a 6, 12 e 18 piante m-2 in una prova parcellare biennale a Cadriano (BO). Durante la crescita sono stati effettuati rilievi allometrici (altezza, accestimento, ecc.) e di intercettazione luminosa. Alla raccolta è stata determinata la produzione di biomassa secca, la ripartizione tra organi e la composizione della fibra. L’altezza è stata influenzata positivamente dalla maggiore e dalla minore densità, rispettivamente nella prima annata, siccitosa, e nella seconda, più piovosa: in questa annata, intense precipitazioni in fase di levata hanno determinato un principio di allettamento alla densità più alta. In entrambe le annate, la tesi più rada ha accestito maggiormente, recuperando parzialmente in termini di fittezza. L’intercettazione luminosa ha mostrato una più tardiva e imperfetta copertura del terreno con 6 piante m-2 nella prima annata; differenze molto sfumate nella seconda. Alla raccolta, la produzione di biomassa secca (media, 26,8 Mg ha-1) e la sua composizione non hanno risentito apprezzabilmente delle differenze di densità. Se ne deduce che la densità colturale può essere opportunamente contenuta a tutto vantaggio della stabilità della pianta, senza particolari ripercussioni anche in un ambiente a buon potenziale produttivo.
Atti - XLI Convegno Nazionale della Società Italiana di Agronomia
125
127
L. Barbanti; G. Di Girolamo; A. Vecchi; A. Monti
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