Nelle principali grammatiche russe le subordinate consecutive con antecedente della tradizione italiana come “Bylo tak žarko, čto trudno bylo dyšat’” (“Era così caldo che si faceva fatica a respirare”) non sono descritte sotto un’unica denominazione e negli anni, con l’applicazione di approcci diversi, queste strutture sono state classificate in modo differente. Nel contributo vengono prese in rassegna le classificazioni delle frasi subordinate consecutive con antecedente offerte dalle diverse descrizioni grammaticali russe, mettendo in evidenza alcune incongruenze e proponendo una classificazione basata sulla struttura semantico-concettuale espressa da questi costrutti. Si tratta di una relazione transfrastica caratterizzata dall’idea che l’effetto ha luogo quando l’intensità della causa raggiunge una certa soglia e che, una volta superato questo limite, l’effetto è inevitabile. Queste due componenti non possono essere inferite e sono indissociabili dalla codifica linguistica, ossia dalla presenza di un intensificatore come “così”; per questo nel caso delle consecutive si può parlare di ipercodifica. Un approccio che parta dalle forme di espressione e si focalizzi su un determinato antecedente o sulla congiunzione o sulla struttura correlativa in generale finisce per coinvolgere anche tipi di relazioni diverse dalla consecutività, come la comparazione di analogia e la comparazione di grado. Invece, una volta descritto il tipo di relazione codificato, è possibile individuare, sia in russo che in italiano, altri mezzi di espressione della consecutività rispetto a quelli tradizionalmente considerati. Un esempio è costituito dai costrutti italiani con "da" (“Piove da non poter uscire”) e dalla forma nominale introdotta dalla preposizione “fino” in italiano e dalla preposizione “do” in russo, spesso preceduta da un verbo intensificato con il prefisso “do-“ e il suffisso” –sja” (“dokričat’sja do chripoty”, “gridare fino alla raucedine”). Attraverso l’analisi contrastiva è possibile poi studiare eventuali differenze nell’uso dei mezzi linguistici per l’espressione della consecutività in russo e in italiano. Ad esempio, si può ipotizzare che nel russo parlato siano più frequenti che in italiano costruzioni con antecedente ma prive di congiunzione, che mantengano l’ordine causa-conseguenza (“Komnatka takaja – tol’ko krovat’ vlezala”, “Una stanzetta tale – ci entrava solo un letto”). La frequente presenza di strutture asindetiche confermerebbe la tendenza del russo rispetto all’italiano a una maggiore diffusione della paratassi, già evidenziata per la codifica della relazione transfrastica di tipo finale. Una descrizione basata sulla definizione della relazione semantico-concettuale e sulla successiva individuazione delle forme di cui il parlante dispone per esprimerla trova importanti applicazioni nell’ambito della didattica della traduzione e del russo come lingua straniera.

La classificazione delle frasi subordinate consecutive con antecedente nella tradizione grammaticale russa: problemi e proposte

BIAGINI, FRANCESCA
2012

Abstract

Nelle principali grammatiche russe le subordinate consecutive con antecedente della tradizione italiana come “Bylo tak žarko, čto trudno bylo dyšat’” (“Era così caldo che si faceva fatica a respirare”) non sono descritte sotto un’unica denominazione e negli anni, con l’applicazione di approcci diversi, queste strutture sono state classificate in modo differente. Nel contributo vengono prese in rassegna le classificazioni delle frasi subordinate consecutive con antecedente offerte dalle diverse descrizioni grammaticali russe, mettendo in evidenza alcune incongruenze e proponendo una classificazione basata sulla struttura semantico-concettuale espressa da questi costrutti. Si tratta di una relazione transfrastica caratterizzata dall’idea che l’effetto ha luogo quando l’intensità della causa raggiunge una certa soglia e che, una volta superato questo limite, l’effetto è inevitabile. Queste due componenti non possono essere inferite e sono indissociabili dalla codifica linguistica, ossia dalla presenza di un intensificatore come “così”; per questo nel caso delle consecutive si può parlare di ipercodifica. Un approccio che parta dalle forme di espressione e si focalizzi su un determinato antecedente o sulla congiunzione o sulla struttura correlativa in generale finisce per coinvolgere anche tipi di relazioni diverse dalla consecutività, come la comparazione di analogia e la comparazione di grado. Invece, una volta descritto il tipo di relazione codificato, è possibile individuare, sia in russo che in italiano, altri mezzi di espressione della consecutività rispetto a quelli tradizionalmente considerati. Un esempio è costituito dai costrutti italiani con "da" (“Piove da non poter uscire”) e dalla forma nominale introdotta dalla preposizione “fino” in italiano e dalla preposizione “do” in russo, spesso preceduta da un verbo intensificato con il prefisso “do-“ e il suffisso” –sja” (“dokričat’sja do chripoty”, “gridare fino alla raucedine”). Attraverso l’analisi contrastiva è possibile poi studiare eventuali differenze nell’uso dei mezzi linguistici per l’espressione della consecutività in russo e in italiano. Ad esempio, si può ipotizzare che nel russo parlato siano più frequenti che in italiano costruzioni con antecedente ma prive di congiunzione, che mantengano l’ordine causa-conseguenza (“Komnatka takaja – tol’ko krovat’ vlezala”, “Una stanzetta tale – ci entrava solo un letto”). La frequente presenza di strutture asindetiche confermerebbe la tendenza del russo rispetto all’italiano a una maggiore diffusione della paratassi, già evidenziata per la codifica della relazione transfrastica di tipo finale. Una descrizione basata sulla definizione della relazione semantico-concettuale e sulla successiva individuazione delle forme di cui il parlante dispone per esprimerla trova importanti applicazioni nell’ambito della didattica della traduzione e del russo come lingua straniera.
Contributi italiani allo studio della morfosintassi delle lingue slave
43
66
F. Biagini
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