L’obiettivo di questo lavoro è studiare i mezzi di espressione della relazione transfrastica a contenuto finale nel russo sulla base dell’approccio funzionale già utilizzato in Prandi, Gross e De Santis, 2005 per l’italiano, per poi comparare i risultati ottenuti nelle due lingue. L’applicazione al russo di questo metodo di studio è ritenuta proficua, perché permette di proporre una descrizione della frase complessa più chiara e organica rispetto a quelle tradizionalmente fornite sia dalle grammatiche russe che da quelle italiane, entrambe legate a una classificazione basata sulle forme di espressione. Inoltre questa descrizione presenta importanti applicazioni pratiche nell’ambito della didattica della traduzione e del russo come lingua straniera. L’analisi si articola in quattro capitoli. Nel primo capitolo viene presa in esame la trattazione della frase complessa nelle principali grammatiche russe, viene introdotto il metodo di studio di Prandi et al. e ne vengono sottolineate le maggiori differenze rispetto all’approccio russo tradizionale. Viene poi fornita una descrizione del contenuto concettuale della relazione finale che funga da tertium comparationis per l’analisi contrastiva dei mezzi di espressione nelle due lingue. Il secondo capitolo è dedicato all’espressione della finalità nelle subordinate completive, dove il contenuto finale discende dal verbo della reggente. Nel terzo capitolo sono analizzati i mezzi di espressione della finalità nelle subordinate non completive. Vengono esaminati i mezzi che rientrano nella frase complessa: la forma di espressione causale, quella finale propriamente detta, le congiunzioni finali polirematiche (come "dlja togo, čtoby", letteralmente “per quello, ČTOBY”) e le locuzioni congiuntive contenenti un termine predicativo come "s namereniem", “con l’intenzione”, che codificano il contenuto della relazione finale in modo semanticamente più specifico rispetto alla congiunzione. Per le congiunzioni finali semplici e polirematiche è anche fornita una breve ricostruzione diacronica. Viene poi illustrata l’espressione della finalità nella sequenza sia all’interno della frase complessa (coordinazione) che all’esterno (giustapposizione), in un regime di totale assenza di codifica che lascia il campo all’inferenza o in presenza di una locuzione avverbiale anaforica contenente un termine predicativo come "S ètoj cel’ju" (“Con questo scopo”). Nel quarto capitolo la frequenza d’uso a parità di opzioni dei diversi mezzi di espressione della finalità viene messa a confronto in russo e in italiano, sulla base dei dati forniti da un corpus parallelo bidirezionale costituito da due romanzi italiani tradotti in russo e due romanzi russi tradotti in italiano. Nell’ambito delle completive russe si evidenziano fenomeni come la maggiore frequenza di subordinate esplicite dopo i verbi direttivi e la maggiore diffusione di sintagmi preposizionali al posto di frasi subordinate. Per quanto riguarda le subordinate non completive, le principali tendenze osservate consistono in una prevalenza di giustapposizione e coordinazione in russo rispetto alla subordinazione in italiano; una maggiore occorrenza delle forme gerundive nel russo rispetto all’italiano, dove sono invece più frequenti le locuzioni congiuntive contenenti nomi predicativi; una maggiore diffusione di sintagmi preposizionali al posto delle subordinate in russo. Per questi fenomeni viene ipotizzata una spiegazione in chiave diacronica.

L'espressione della finalità in russo. Uno studio contrastivo con l'italiano

BIAGINI, FRANCESCA
2012

Abstract

L’obiettivo di questo lavoro è studiare i mezzi di espressione della relazione transfrastica a contenuto finale nel russo sulla base dell’approccio funzionale già utilizzato in Prandi, Gross e De Santis, 2005 per l’italiano, per poi comparare i risultati ottenuti nelle due lingue. L’applicazione al russo di questo metodo di studio è ritenuta proficua, perché permette di proporre una descrizione della frase complessa più chiara e organica rispetto a quelle tradizionalmente fornite sia dalle grammatiche russe che da quelle italiane, entrambe legate a una classificazione basata sulle forme di espressione. Inoltre questa descrizione presenta importanti applicazioni pratiche nell’ambito della didattica della traduzione e del russo come lingua straniera. L’analisi si articola in quattro capitoli. Nel primo capitolo viene presa in esame la trattazione della frase complessa nelle principali grammatiche russe, viene introdotto il metodo di studio di Prandi et al. e ne vengono sottolineate le maggiori differenze rispetto all’approccio russo tradizionale. Viene poi fornita una descrizione del contenuto concettuale della relazione finale che funga da tertium comparationis per l’analisi contrastiva dei mezzi di espressione nelle due lingue. Il secondo capitolo è dedicato all’espressione della finalità nelle subordinate completive, dove il contenuto finale discende dal verbo della reggente. Nel terzo capitolo sono analizzati i mezzi di espressione della finalità nelle subordinate non completive. Vengono esaminati i mezzi che rientrano nella frase complessa: la forma di espressione causale, quella finale propriamente detta, le congiunzioni finali polirematiche (come "dlja togo, čtoby", letteralmente “per quello, ČTOBY”) e le locuzioni congiuntive contenenti un termine predicativo come "s namereniem", “con l’intenzione”, che codificano il contenuto della relazione finale in modo semanticamente più specifico rispetto alla congiunzione. Per le congiunzioni finali semplici e polirematiche è anche fornita una breve ricostruzione diacronica. Viene poi illustrata l’espressione della finalità nella sequenza sia all’interno della frase complessa (coordinazione) che all’esterno (giustapposizione), in un regime di totale assenza di codifica che lascia il campo all’inferenza o in presenza di una locuzione avverbiale anaforica contenente un termine predicativo come "S ètoj cel’ju" (“Con questo scopo”). Nel quarto capitolo la frequenza d’uso a parità di opzioni dei diversi mezzi di espressione della finalità viene messa a confronto in russo e in italiano, sulla base dei dati forniti da un corpus parallelo bidirezionale costituito da due romanzi italiani tradotti in russo e due romanzi russi tradotti in italiano. Nell’ambito delle completive russe si evidenziano fenomeni come la maggiore frequenza di subordinate esplicite dopo i verbi direttivi e la maggiore diffusione di sintagmi preposizionali al posto di frasi subordinate. Per quanto riguarda le subordinate non completive, le principali tendenze osservate consistono in una prevalenza di giustapposizione e coordinazione in russo rispetto alla subordinazione in italiano; una maggiore occorrenza delle forme gerundive nel russo rispetto all’italiano, dove sono invece più frequenti le locuzioni congiuntive contenenti nomi predicativi; una maggiore diffusione di sintagmi preposizionali al posto delle subordinate in russo. Per questi fenomeni viene ipotizzata una spiegazione in chiave diacronica.
293
9788873957874
F. Biagini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/131011
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