Gli studenti stranieri che hanno frequentato l’Università di Bologna nel Medioevo hanno contribuito a creare la fama della città e a diffondere la sua capacità di attrarre scolari da ogni parte d’Europa. La città ha però sin da tempi remoti sperimentato pratiche di accoglienza (temporanea o meno) e significative vicende di circolazione di persone. Non fu solo nel Medioevo che nel territorio bolognese si verificarono tante immissioni di persone provenienti da altre regioni. La più grande immigrazione fu decretata da Roma nel II sec. a. C. con la costituzione della colonia latina con il trasferimento di tremila famiglie di coloni dell’Italia centro-meridionale. Pur se i processi migratori nella storia di Bologna furono numerosi, tuttavia questo contributo rivolge la sua attenzione ai secoli XII-XIII, periodo che, grazie alla presenza dello Studium e alle attività economiche, ha portato la città a confrontarsi nuovamente con un elevato numero di presenze di forestieri/stranieri. Si precisa che mentre nella terminologia attuale, sono stranieri coloro la cui lingua madre non è l’italiano, nel Medioevo erano chiamati forenses (forestieri) tutti coloro che non appartenevano al distretto bolognese. In particolare saranno analizzate alcune vicende di stranieri sulla base di quanto si ricava dalle fonti fiscali della fine del XIII secolo.

Studiare, lavorare a Bologna nel Medioevo: forestieri/stranieri in città

SMURRA, ROSA
2012

Abstract

Gli studenti stranieri che hanno frequentato l’Università di Bologna nel Medioevo hanno contribuito a creare la fama della città e a diffondere la sua capacità di attrarre scolari da ogni parte d’Europa. La città ha però sin da tempi remoti sperimentato pratiche di accoglienza (temporanea o meno) e significative vicende di circolazione di persone. Non fu solo nel Medioevo che nel territorio bolognese si verificarono tante immissioni di persone provenienti da altre regioni. La più grande immigrazione fu decretata da Roma nel II sec. a. C. con la costituzione della colonia latina con il trasferimento di tremila famiglie di coloni dell’Italia centro-meridionale. Pur se i processi migratori nella storia di Bologna furono numerosi, tuttavia questo contributo rivolge la sua attenzione ai secoli XII-XIII, periodo che, grazie alla presenza dello Studium e alle attività economiche, ha portato la città a confrontarsi nuovamente con un elevato numero di presenze di forestieri/stranieri. Si precisa che mentre nella terminologia attuale, sono stranieri coloro la cui lingua madre non è l’italiano, nel Medioevo erano chiamati forenses (forestieri) tutti coloro che non appartenevano al distretto bolognese. In particolare saranno analizzate alcune vicende di stranieri sulla base di quanto si ricava dalle fonti fiscali della fine del XIII secolo.
RICERCHE DI PEDAGOGIA E DIDATTICA
Smurra R.
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