Introduzione Tra i vari interventi a cui un paziente ex-obeso può sottoporsi, l’addominoplastica riveste un ruolo di primo piano, sia per la frequenza che per l’importanza chirurgica dal momento che si prefigge la correzione delle deformità della pelle e del tessuto adiposo, della lassità del sistema fasciale, della diastasi dei muscoli della parete addominale o del laparocele quando presente. Materiali e metodi La selezione dei pazienti che dopo un dimagrimento importante possono accedere a procedure chirurgiche per rimodellare il proprio corporo è di estrema importanza per la buona riuscita dell’intervento stesso. L’ex-obeso candidato ideale ha ottenuto un buon calo ponderale stabile almeno da due anni, non presenta patologie correlate di rilievo (stati anemici o patologie di tipo cardiovascolare e polmonare, pregressi episodi tromboembolici, alterazioni metaboliche) ed è conscio delle inevitabili cicatrici legate a questa tecnica. La valutazione clinica dei pazienti da sottoporre all’ intervento chirurgico di addominoplastica è fondamentale, dal momento che permette al chirurgo di stimare la quantità e la qualità del tessuto adiposo che dovrà asportare durante l’intervento, la presenza e l’entità di un eventuale laparocele. Nella nostra esperienza chirurgica, l’intervento di addominoplastica prevede un’incisione ad ancora con reimpianto dell’ombelico, che a nostro parere dà maggiori garanzie nel risultato. Con questa tecnica la correzione di un eventuale laparocele risulta agevole e viene eseguita contemporaneamente. Dal settembre 1994 al dicembre 2003 sono stati eseguiti 115 interventi di addominoplastica in pazienti che presentavano addome pendulo associato o meno a laparocele; di questi, 85 erano femmine e 30 maschi con un range di età compresa tra 22 e 63 anni. Tutti i pazienti erano stati precedentemente sottoposti ad un intervento di chirurgia bariatrica eseguito per via laparotomica con incisione xifo-sovraombelicale. In essi si è stimato uno stabile (da circa due anni) decremento medio del B.M.I. a 37, ed una riduzione media dell’eccesso ponderale dell’80%. Dei pazienti presi in esame 39, di cui 25 femmine e 14 maschi, sono stati sottoposti a semplice addominoplastica; mentre 76, di cui 60 femmine e 16 maschi, sono stati sottoposti ad addominoplastica e correzione di laparocele. Dei 76 pazienti con laparocele, 66 sono stati trattati con ausilio di protesi in materiale non riassorbibile e 10 con plicatura senza protesi. Vanno segnalate 5 colecistectomie ed 1 isteroannesiectomia concomitanti all’intervento di addominoplastica e correzione del laparocele. Risultati Il peso del pannicolo adiposo asportato, rilevato alla fine di ogni intervento chirurgico, è risultato variabile da un minimo di 700 grammi ad un massimo di 13 chilogrammi. Le complicanze più frequenti che si possono verificare sono legate soprattutto ad alterazioni della cicatrizzazione sia sull’ombelico reimpiantato che a livello della giunzione pubica della cicatrice stessa. Frequenti altresì possono essere le raccolte sierose se non si è adottato un valido drenaggio sottocutaneo.

L’ADDOMINOPLASTICA NELL’EX-OBESO: LA NOSTRA ESPERIENZA

LUCCHI, ANDREA;FACCANI, ENRICO;CARIANI, STEFANO;AMENTA, ENRICO
2004

Abstract

Introduzione Tra i vari interventi a cui un paziente ex-obeso può sottoporsi, l’addominoplastica riveste un ruolo di primo piano, sia per la frequenza che per l’importanza chirurgica dal momento che si prefigge la correzione delle deformità della pelle e del tessuto adiposo, della lassità del sistema fasciale, della diastasi dei muscoli della parete addominale o del laparocele quando presente. Materiali e metodi La selezione dei pazienti che dopo un dimagrimento importante possono accedere a procedure chirurgiche per rimodellare il proprio corporo è di estrema importanza per la buona riuscita dell’intervento stesso. L’ex-obeso candidato ideale ha ottenuto un buon calo ponderale stabile almeno da due anni, non presenta patologie correlate di rilievo (stati anemici o patologie di tipo cardiovascolare e polmonare, pregressi episodi tromboembolici, alterazioni metaboliche) ed è conscio delle inevitabili cicatrici legate a questa tecnica. La valutazione clinica dei pazienti da sottoporre all’ intervento chirurgico di addominoplastica è fondamentale, dal momento che permette al chirurgo di stimare la quantità e la qualità del tessuto adiposo che dovrà asportare durante l’intervento, la presenza e l’entità di un eventuale laparocele. Nella nostra esperienza chirurgica, l’intervento di addominoplastica prevede un’incisione ad ancora con reimpianto dell’ombelico, che a nostro parere dà maggiori garanzie nel risultato. Con questa tecnica la correzione di un eventuale laparocele risulta agevole e viene eseguita contemporaneamente. Dal settembre 1994 al dicembre 2003 sono stati eseguiti 115 interventi di addominoplastica in pazienti che presentavano addome pendulo associato o meno a laparocele; di questi, 85 erano femmine e 30 maschi con un range di età compresa tra 22 e 63 anni. Tutti i pazienti erano stati precedentemente sottoposti ad un intervento di chirurgia bariatrica eseguito per via laparotomica con incisione xifo-sovraombelicale. In essi si è stimato uno stabile (da circa due anni) decremento medio del B.M.I. a 37, ed una riduzione media dell’eccesso ponderale dell’80%. Dei pazienti presi in esame 39, di cui 25 femmine e 14 maschi, sono stati sottoposti a semplice addominoplastica; mentre 76, di cui 60 femmine e 16 maschi, sono stati sottoposti ad addominoplastica e correzione di laparocele. Dei 76 pazienti con laparocele, 66 sono stati trattati con ausilio di protesi in materiale non riassorbibile e 10 con plicatura senza protesi. Vanno segnalate 5 colecistectomie ed 1 isteroannesiectomia concomitanti all’intervento di addominoplastica e correzione del laparocele. Risultati Il peso del pannicolo adiposo asportato, rilevato alla fine di ogni intervento chirurgico, è risultato variabile da un minimo di 700 grammi ad un massimo di 13 chilogrammi. Le complicanze più frequenti che si possono verificare sono legate soprattutto ad alterazioni della cicatrizzazione sia sull’ombelico reimpiantato che a livello della giunzione pubica della cicatrice stessa. Frequenti altresì possono essere le raccolte sierose se non si è adottato un valido drenaggio sottocutaneo.
Atti 12° Congresso Nazionale S.I.C.OB.
2-T4-1
2-T4-2
Guerra M; Lucchi A; Faccani E; Cariani S; Amenta E
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