Lo studio descrive le sperimentazioni condotte in ambito didattico e le possibilità offerte dal digitale per la acquisizione degli strumenti necessari al controllo del processo di lettura e prefigurazione dello spazio, attraverso un procedimento di analisi, rappresentazione e comunicazione, prevalentemente infografica, applicato agli elaborati di progetto di opere in cui il segno generatore di forma-spazio acquista un valore paradigmatico. Dopo varie esperienze l’attenzione si è rivolta in modo particolare verso figure di maestri che, a cavallo degli anni sessanta/settanta, hanno dato un particolare impulso innovativo al linguaggio dell’architettura in Italia. Si tratta di esperienze condotte al secondo anno della Laurea quinquennale in Architettura nel Corso di Scienza della Rappresentazione della “Sapienza” Università di Roma. Il corso, che si sviluppa durante i primi tre anni attraverso una integrazione delle tradizionali discipline di base del Disegno – (la “Geometria”, di cui è responsabile Laura De Carlo, che sviluppa in parallelo le connessioni con l’informatica, il “Disegno”, di cui è responsabile Piero Albissinni, ed il “Rilievo”, di cui è responsabile Luigi Corvaja) – ha come obiettivo quello di sviluppare tutte le capacità necessarie per leggere, modellare e comunicare lo spazio dell’architettura. In questo arco di tempo lo studente deve impadronirsi di tutti gli strumenti attraverso i quali è possibile delineare l’opera architettonica; quegli stessi strumenti che permettono anche di leggere e interpretare l’architettura già costruita, di decodificarla, di de-costruirla attraverso l’uso di diversi modi di rappresentazione. Ed è proprio la pratica della rappresentazione intesa come strumento di conoscenza che consente di mettere in atto quell’esercizio necessario, in un percorso di apprendimento, alla formazione di un progettista. Le esperienze cui facciamo riferimento in questa occasione, avendo come obiettivo formativo specifico quello di condurre lo studente verso un completo controllo geometrico delle forme e la capacità di esprimere correttamente i contenuti comunicativi della rappresentazione del progetto, vede particolarmente coinvolte le discipline della geometria e del disegno, in una visione in cui l’informatica non rappresenta una disciplina altra, ma incrocia in modo trasversale i tradizionali contenuti delle discipline del disegno.

Imparare ri-cercando con il disegno. Le potenzialità formative del modello digitale

FALLAVOLLITA, FEDERICO;
2009

Abstract

Lo studio descrive le sperimentazioni condotte in ambito didattico e le possibilità offerte dal digitale per la acquisizione degli strumenti necessari al controllo del processo di lettura e prefigurazione dello spazio, attraverso un procedimento di analisi, rappresentazione e comunicazione, prevalentemente infografica, applicato agli elaborati di progetto di opere in cui il segno generatore di forma-spazio acquista un valore paradigmatico. Dopo varie esperienze l’attenzione si è rivolta in modo particolare verso figure di maestri che, a cavallo degli anni sessanta/settanta, hanno dato un particolare impulso innovativo al linguaggio dell’architettura in Italia. Si tratta di esperienze condotte al secondo anno della Laurea quinquennale in Architettura nel Corso di Scienza della Rappresentazione della “Sapienza” Università di Roma. Il corso, che si sviluppa durante i primi tre anni attraverso una integrazione delle tradizionali discipline di base del Disegno – (la “Geometria”, di cui è responsabile Laura De Carlo, che sviluppa in parallelo le connessioni con l’informatica, il “Disegno”, di cui è responsabile Piero Albissinni, ed il “Rilievo”, di cui è responsabile Luigi Corvaja) – ha come obiettivo quello di sviluppare tutte le capacità necessarie per leggere, modellare e comunicare lo spazio dell’architettura. In questo arco di tempo lo studente deve impadronirsi di tutti gli strumenti attraverso i quali è possibile delineare l’opera architettonica; quegli stessi strumenti che permettono anche di leggere e interpretare l’architettura già costruita, di decodificarla, di de-costruirla attraverso l’uso di diversi modi di rappresentazione. Ed è proprio la pratica della rappresentazione intesa come strumento di conoscenza che consente di mettere in atto quell’esercizio necessario, in un percorso di apprendimento, alla formazione di un progettista. Le esperienze cui facciamo riferimento in questa occasione, avendo come obiettivo formativo specifico quello di condurre lo studente verso un completo controllo geometrico delle forme e la capacità di esprimere correttamente i contenuti comunicativi della rappresentazione del progetto, vede particolarmente coinvolte le discipline della geometria e del disegno, in una visione in cui l’informatica non rappresenta una disciplina altra, ma incrocia in modo trasversale i tradizionali contenuti delle discipline del disegno.
Io non cerco, Trovo. Disegno / Progetto nel rapporto tra ricerca e didattica all'inizio del terzo millennio.
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P. Albisinni; L. Baglioni; F. Fallavollita; A. Micucci; A. Tommasetti
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