Il Campo di Fossoli rappresenta forse una delle testimonianza di maggior rilievo esistente nel nostro Paese relativamente ad alcune delle vicende più drammatiche che hanno segnato il “Secolo breve”. Gli scarsi sei ettari sui quali si sviluppa ciò che resta del Campo sono stati testimoni di alcune delle vicende più tragiche del XX secolo: la reclusione dei prigionieri di guerra; la persecuzione antiebraica e la repressione delle opposizioni alla dittatura nazi-fascista; il caos che segue qualsiasi conflitto; Nomadelfia - o dell’Utopia della Ricostruzione; la Diaspora istro-giuliana. Della scena che, in meno di tre decenni, ha visto svolgersi vicende tanto diverse e tragiche rimangono il “vuoto” del Campo vecchio, restituito all’uso agricolo e di proprietà demaniale, il Campo nuovo con i suoi fabbricati, tutti in condizioni di degrado e dissesto, i percorsi, alcuni manufatti utilizzati nei vari periodi per funzioni specifiche. Si tratta di un insieme di testimonianze pluristratificate e complesse, quasi un’area “archeologica”, la cui lettura risulta, ad un primo sguardo, di difficile interpretazione, di non grande impressione, se raffrontata alle storie che ha “contenuto”. La Fondazione ex Campo di Fossoli in collaborazione con l’Università ed il Ministero per i BBCC intende definire quanto prima così un programma immediato di salvaguardia delle testimonianze costruite, basato sulla messa in atto di azioni tese ad evitare ulteriori crolli e perdite; definire le più opportune scelte conservative da adottare, in termini di tecniche, sistemi di protezione e di eventuale consolidamento dei resti del campo; individuare una strategia di interventi basata su successive e progressive tappe di intervento, finalizzate alla valorizzazione del Campo in tutta la sua ampiezza fisica e di significato, procedendo, per piccoli o per grandi stralci; metter a punto un piano di prevenzione e manutenzione, attuabile a diversi livelli in grado di assicurare “efficienza” alla capacità di evocazione e di ricordo del campo. Il contributo che si intende presentare al convegno non illustrerà quindi i risultati di una ricerca ancora in essere quanto piuttosto si soffermerà sugli aspetti teorico metodologici che questo programma si pone in vista della redazione di un progetto di salvaguardia e valorizzazione del Campo di Fossoli. In questo modo si potrà ancora un volta riflettere sulle ragioni di una conservazione possibile, attenta cioè alla vita delle cose, accettate come crocevia di esperienze passate e future; una conservazione che fa della molteplicità di segni presenti in questo luogo il punto di forza del progetto di architettura, perché ne accetta e ne difende consapevolmente la complessità.

CONSERVARE PER COMPRENDERE E RICORDARE Una ricerca per la tutela e la valorizzazione del Campo di Fossoli (Carpi).

PRETELLI, MARCO;UGOLINI, ANDREA;
2012

Abstract

Il Campo di Fossoli rappresenta forse una delle testimonianza di maggior rilievo esistente nel nostro Paese relativamente ad alcune delle vicende più drammatiche che hanno segnato il “Secolo breve”. Gli scarsi sei ettari sui quali si sviluppa ciò che resta del Campo sono stati testimoni di alcune delle vicende più tragiche del XX secolo: la reclusione dei prigionieri di guerra; la persecuzione antiebraica e la repressione delle opposizioni alla dittatura nazi-fascista; il caos che segue qualsiasi conflitto; Nomadelfia - o dell’Utopia della Ricostruzione; la Diaspora istro-giuliana. Della scena che, in meno di tre decenni, ha visto svolgersi vicende tanto diverse e tragiche rimangono il “vuoto” del Campo vecchio, restituito all’uso agricolo e di proprietà demaniale, il Campo nuovo con i suoi fabbricati, tutti in condizioni di degrado e dissesto, i percorsi, alcuni manufatti utilizzati nei vari periodi per funzioni specifiche. Si tratta di un insieme di testimonianze pluristratificate e complesse, quasi un’area “archeologica”, la cui lettura risulta, ad un primo sguardo, di difficile interpretazione, di non grande impressione, se raffrontata alle storie che ha “contenuto”. La Fondazione ex Campo di Fossoli in collaborazione con l’Università ed il Ministero per i BBCC intende definire quanto prima così un programma immediato di salvaguardia delle testimonianze costruite, basato sulla messa in atto di azioni tese ad evitare ulteriori crolli e perdite; definire le più opportune scelte conservative da adottare, in termini di tecniche, sistemi di protezione e di eventuale consolidamento dei resti del campo; individuare una strategia di interventi basata su successive e progressive tappe di intervento, finalizzate alla valorizzazione del Campo in tutta la sua ampiezza fisica e di significato, procedendo, per piccoli o per grandi stralci; metter a punto un piano di prevenzione e manutenzione, attuabile a diversi livelli in grado di assicurare “efficienza” alla capacità di evocazione e di ricordo del campo. Il contributo che si intende presentare al convegno non illustrerà quindi i risultati di una ricerca ancora in essere quanto piuttosto si soffermerà sugli aspetti teorico metodologici che questo programma si pone in vista della redazione di un progetto di salvaguardia e valorizzazione del Campo di Fossoli. In questo modo si potrà ancora un volta riflettere sulle ragioni di una conservazione possibile, attenta cioè alla vita delle cose, accettate come crocevia di esperienze passate e future; una conservazione che fa della molteplicità di segni presenti in questo luogo il punto di forza del progetto di architettura, perché ne accetta e ne difende consapevolmente la complessità.
Convegno Scienza e Beni Culturali 2012LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO ALL'APERTOsuperfici, strutture, finiture e contestiBressanone, 10 - 13 luglio 2012
465
476
M.PRETELLI; A.UGOLINI; M.LUPPI
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