La vendemmia meccanica trova una larga diffusione in molte nuove realtà viticole mondiali di pregio come la California, la Nuova Zelanda e l’Australia in cui oltre il 90 % dei vigneti sono raccolti meccanicamente. In Europa, come noto, è la Francia la nazione che con 900.000 ha vitati dispone di circa 23.000 vendemmiatrici. L’Italia con un superficie vitata di poco inferiore (632.000 ha indicati dal Censimento Istat 2011), ne conta poco più del 10%. La ridotta superficie aziendale, la diffusione di vigneti in zone declivi, l’impiego di forme d’allevamento non adatte alla vendemmia meccanica, sono condizioni oggettive che, unite al timore di penalizzare le rese e la qualità del prodotto, hanno fortemente limitato l’impiego delle vendemmiatrici nel nostro Paese. Negli ultimi anni però il rinnovo di vigneti con impianti più meccanizzabili, l’aumento delle superfici medie aziendali e una diminuzione della forza lavoro hanno favorito un deciso rilancio della tecnica. Inoltre nuovi e specifici sistemi di trasporto e conservazione delle uve raccolte e il miglioramento delle tecniche di vinificazione spingono la vendemmia meccanica anche in areali viticoli caratterizzati da prodotti di buona-elevata qualità. In questo contesto è risultato fondamentale l’impulso dei costruttori che nei vari anni hanno saputo proporre sul mercato una serie di modelli, sempre migliori nella produttività e nella capacità di rispettare l’integrità dell’uva e dei vigneti.
F. Pezzi, G. Balducci (2012). Vendemmia meccanica una scelta possibile. IL CORRIERE VINICOLO, 26, 19-21.
Vendemmia meccanica una scelta possibile
PEZZI, FABIO;BALDUCCI, GABRIELE
2012
Abstract
La vendemmia meccanica trova una larga diffusione in molte nuove realtà viticole mondiali di pregio come la California, la Nuova Zelanda e l’Australia in cui oltre il 90 % dei vigneti sono raccolti meccanicamente. In Europa, come noto, è la Francia la nazione che con 900.000 ha vitati dispone di circa 23.000 vendemmiatrici. L’Italia con un superficie vitata di poco inferiore (632.000 ha indicati dal Censimento Istat 2011), ne conta poco più del 10%. La ridotta superficie aziendale, la diffusione di vigneti in zone declivi, l’impiego di forme d’allevamento non adatte alla vendemmia meccanica, sono condizioni oggettive che, unite al timore di penalizzare le rese e la qualità del prodotto, hanno fortemente limitato l’impiego delle vendemmiatrici nel nostro Paese. Negli ultimi anni però il rinnovo di vigneti con impianti più meccanizzabili, l’aumento delle superfici medie aziendali e una diminuzione della forza lavoro hanno favorito un deciso rilancio della tecnica. Inoltre nuovi e specifici sistemi di trasporto e conservazione delle uve raccolte e il miglioramento delle tecniche di vinificazione spingono la vendemmia meccanica anche in areali viticoli caratterizzati da prodotti di buona-elevata qualità. In questo contesto è risultato fondamentale l’impulso dei costruttori che nei vari anni hanno saputo proporre sul mercato una serie di modelli, sempre migliori nella produttività e nella capacità di rispettare l’integrità dell’uva e dei vigneti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.