Il sistema agroalimentare contemporaneo si caratterizza per una crescente attenzione alla qualità, intesa come capacità del bene alimentare di soddisfare le aspettative del consumatore; il concetto di qualità si estende fino a includere, accanto alle caratteristiche organolettiche, al gusto, agli aspetti visivi, etc., attributi “di fiducia”, non perfettamente osservabili e valutabili da parte del consumatore, nemmeno dopo l’atto di consumo. La qualità, infatti, nella sua accezione più ampia, comprende aspetti quali la salute, la nutrizione, la qualità ambientale, la valorizzazione del territorio, gli effetti dei processi produttivi sul benessere degli animali, etc. La desiderabilità di tali attributi si traduce in domanda, nella misura in cui il consumatore è disposto a pagare per un prodotto che garantisca un “livello di qualità” superiore. La proliferazione delle iniziative private di normalizzazione della qualità dei prodotti agroalimentari pone alcune questioni fondamentali che hanno condotto all’elaborazione, da parte della Commissione Europea, nell’ambito del “Pacchetto Qualità 2010”, di orientamenti sulle migliori pratiche riguardo ai regimi facoltativi di certificazione per i prodotti agricoli e alimentari. Il presente contributo si propone, dopo avere analizzato le logiche e le forme dell’intervento pubblico e privato e i relativi meccanismi d’interdipendenza strategica, di fornire uno schema interpretativo dell’interazione tra politiche pubbliche e strategie private per la qualità, con particolare riferimento ai regimi facoltativi di certificazione.

Qualità e sostenibilità delle produzioni agroalimentari: un modello interpretativo delle politiche pubbliche e strategie private

GRAZIA, CRISTINA;MALORGIO, GIULIO
2012

Abstract

Il sistema agroalimentare contemporaneo si caratterizza per una crescente attenzione alla qualità, intesa come capacità del bene alimentare di soddisfare le aspettative del consumatore; il concetto di qualità si estende fino a includere, accanto alle caratteristiche organolettiche, al gusto, agli aspetti visivi, etc., attributi “di fiducia”, non perfettamente osservabili e valutabili da parte del consumatore, nemmeno dopo l’atto di consumo. La qualità, infatti, nella sua accezione più ampia, comprende aspetti quali la salute, la nutrizione, la qualità ambientale, la valorizzazione del territorio, gli effetti dei processi produttivi sul benessere degli animali, etc. La desiderabilità di tali attributi si traduce in domanda, nella misura in cui il consumatore è disposto a pagare per un prodotto che garantisca un “livello di qualità” superiore. La proliferazione delle iniziative private di normalizzazione della qualità dei prodotti agroalimentari pone alcune questioni fondamentali che hanno condotto all’elaborazione, da parte della Commissione Europea, nell’ambito del “Pacchetto Qualità 2010”, di orientamenti sulle migliori pratiche riguardo ai regimi facoltativi di certificazione per i prodotti agricoli e alimentari. Il presente contributo si propone, dopo avere analizzato le logiche e le forme dell’intervento pubblico e privato e i relativi meccanismi d’interdipendenza strategica, di fornire uno schema interpretativo dell’interazione tra politiche pubbliche e strategie private per la qualità, con particolare riferimento ai regimi facoltativi di certificazione.
Sostenibilità dello sviluppo e dimensione territoriale
87
133
Grazia C.; Hammoudi A.; Malorgio G.
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